Il dolore
È morto Massimo Monti, una vita tra mente e arte
È stato anche docente per il provveditorato polizia penitenziaria della Toscana, per il Corpo forestale e per il ministero della Giustizia
LUCCA. Ci sono persone che lasciano traccia di sé in qualsiasi cosa facciano, in qualsiasi rapporto umano riescano a stabilire. Massimo Monti, morto ieri a 62 anni per una terribile malattia che non gli ha lasciato scampo, era senz’altro una di queste persone. Psicologo e psicoterapeuta (ma come vedremo anche molto altro), la sua scomparsa nella serata di mercoledì ha portato tristezza e commozione da Lucca all’Aquila, dove viveva da meno di un anno e dove è spirato.
Perché la vita di Massimo Monti ha avuto tre punti cardinali in altrettante città.
Innanzitutto Roma, dove era nato da genitori lucchesi e dove aveva frequentato le scuole.
Poi era ritornato a Lucca, frequentando l’Università di Pisa e laureandosi in filosofia. A lungo ha vissuto nella Piana, a Montecarlo (negli anni Novanta) e poi a Porcari, dove aveva tutt’ora uno studio professionale.
Poi era arrivato il cuore dell’Abruzzo, L’Aquila, la città dove aveva conseguito la seconda laurea in psicologia e dove era andato a vivere con la moglie Serena, che di quei luoghi è originaria.
È il figlio Mattia a spiegare alcuni dei tanti interessi di Massimo: «Era uno psicologo ma aveva tante altre forme creative: scrittura, pittura, musica. Aveva una vena artistica molto pronunciata».
Non è un caso che sul suo profilo Facebook uno degli ultimi video lo ritrae con una chitarra in mano a cantare “L’avvelenata” di Francesco Guccini: «Da quando lo ricordo – dice ancora il figlio Mattia – ha sempre suonato, era una delle sue grandi passioni».
In campo professionale, aveva scritto diversi libri: “Psicologia per volontari di protezione civile e per operatori 118, volontari del soccorso, vigili del fuoco e forze dell’ordine”, “Il rischio psicosociale nel corpo della Polizia Municipale”, “Psicologia del counseling in floriterapia” e “Elementi di psicologia dello sport”. È stato anche docente per il provveditorato polizia penitenziaria della Toscana, per il Corpo forestale e per il ministero della Giustizia. Nel corso degli anni ha anche pubblicato svariati articoli, su riviste specializzate e no. C’era poi la pittura, che lo aveva portato a ottenere ottimi successi sia in Italia che all’estero e a partecipare a mostre anche nella nostra città. Proprio di recente si era chiusa una mostra all’Aquila, dal titolo “Arte e Psiche” che Monti aveva organizzato insieme a Michela Santoro e che l’aveva visto anche nel ruolo di espositore.
Monti lascia i figli Marco e Mattia, la moglie Patrizia con i figli Serena e Federico e le sorelle Sabrina, Roberta e Barbara. I funerali saranno celebrati domani nella chiesa di San Bernardino in piazza d’Armi all’Aquila.
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