Gioco
Ucciso dal figlio, in tanti per dire ciao a Max
A Spianate il funerale di Massimiliano Matteoni, l’uomo brutalmente ucciso dal figlio, dal pulpito l’invito a pregare affinché la luce tocchi l’assassino e lo renda consapevole
ALTOPASCIO. «Basta»: è più di un semplice appello, è un’invocazione quella arrivata da don Claudio Campagnola, parroco di Marginone, durante la cerimonia funebre di Massimiliano Matteoni, il 54enne di Spianate ucciso dal figlio che gli aveva teso una trappola mortale a Chiesina Uzzanese. Un basta alla violenza, ai fatti di cronaca nera, ha gridato don Claudio dal pulpito della chiesa di Spianate, richiamando un sentimento diffuso, quello di una società che pare andare sempre più verso le tenebre piuttosto che verso la luce. Quella stessa luce verso cui dovremmo indirizzarci e che dovrebbe caratterizzare soprattutto il periodo che stiamo vivendo, quello così importante per chi ha fede, del Natale. Un periodo luminoso, ma sul quale quella mano assassina che si è scagliata contro Massimiliano ha fatto calare una cappa di oscurità.
E proprio alla luce della fede ha fatto riferimento don Claudio, ricordando che è proprio la sua mancanza a dare il via libera a tutte le brutture del mondo, e a gesti come quello che ha portato Massimiliano Matteoni via dalla vita terrena («Ma ricordiamoci che questo è solo un passaggio») e dall’affetto delle tante persone che gli volevano bene. Luce che il religioso ha auspicato possa raggiungere anche il suo assassino, affinché comprenda ciò che ha fatto, invitando i fedeli a pregare anche per questo. Parole sentite, cariche di dolore ma anche di speranza, prima di passare alla celebrazione rituale del funerale officiata dal parroco di Spianate don Michele Lacerna.
In chiesa tante persone. La compagna, i familiari, gli anziani genitori e i parenti, ma anche molti amici. Persone che avevano incrociato Massimiliano nella loro vita e che erano rimasti conquistati dal suo modo di fare, tra loro colleghi, ma anche tanti clienti di “Max, il meccanico volante”, come si faceva chiamare, che in lui avevano trovato molto di più di un professionista cui rivolgersi in caso di necessità, ma un punto di riferimento. Ognuno di loro aveva almeno un ricordo, una storia, da raccontare per dimostrare il valore dell’uomo e il peso di questa perdita. E nessuno di loro immaginava che sarebbe arrivato un momento del genere, e soprattutto che sarebbe arrivato in questo modo.
Un carico di affetto che a fine cerimonia tutti hanno riversato alla compagna dell’uomo che in lacrime, con in mano la foto di Massimiliano, ha seguito il feretro fino all’ultimo viaggio, alla volta del cimitero di Spianate, mentre anche il cielo, come i cuori, si faceva scuro.
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