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La sentenza

Lucca, imprenditore condannato a 20 mesi per tentata violenza su una minore

Lucca, imprenditore condannato a 20 mesi per tentata violenza su una minore

Lo stabilisce la Cassazione dopo il ricorso dei legali dell’imputato

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BAGNI DI LUCCA. Ricorso inammissibile per i giudici della Suprema Corte e condanna definitiva per l’imprenditore lucchese accusato di tentata violenza sessuale nei confronti di una ragazza di 16 anni. Finisce con il rigetto del ricorso della difesa di Simone Balleri, 47 anni, e la condanna definitiva a un anno e otto mesi con i benefici di legge emessa dalla Corte d’Appello di Firenze che aveva più che dimezzato la pena inflitta dai giudici di primo grado del tribunale di Lucca (presidente Nidia Genovese, a latere Alessandro Dal Torrione e Lucrezia Fantechi) che lo avevano condannato a tre anni e sei mesi di reclusione oltre al pagamento di un risarcimento a titolo provvisionale di quindici mila euro (la statuizione civile è stata confermata dai giudici d’Appello e quindi è definitiva). La famiglia della vittima, attraverso l’avvocato Gianfelice Cesaretti, esprime soddisfazione per la conclusione di una vicenda dolorosa che ha visto i giudici accogliere le istanze della parte lesa ritenuta credibile in ogni stato e grado di giudizio. Balleri, secondo quanto stabilito dai giudici, la sera del 31 ottobre 2013, durante la festa di Halloween in un locale della Media Valle, tentò l’approccio nei confronti di una sedicenne. Qualche settimana dopo i fatti i genitori della vittima, informati dalla ragazza fatta oggetto delle attenzioni dell’imprenditore, fecero scattare le indagini presentando denuncia ai carabinieri. Il fascicolo venne istruito dal sostituto procuratore Sara Polino. Secondo quanto descritto nell’esposto, l’uomo aveva tentato un approccio violento nei confronti della minore. Il primo incontro, secondo la ragazza che quella sera si trovava insieme a un’amica e a un altro conoscente, avvenne ancor prima di entrare nel locale.. A un certo punto, una volta dentro il locale, la giovane si sarebbe recata in bagno, accompagnata da un’amica, perché sorvegliasse la porta. Ma in quel momento avvenne il fattaccio: l’uomo, riuscendo a evitare l’amica, riuscì a entrare nel bagno mentre la ragazza si stava rivestendo e, per l’accusa, l’imprenditore l’avrebbe spinta verso il muro riuscendo a baciarla in bocca. Alla reazione della minore, l’imprenditore l’avrebbe spinta verso la parete arrivando a strapparle le calze. Attirata dalle sue urla, l’amica che pose fine a quanto stava accadendo e portò la ragazza fuori dal locale. L’uomo si è sempre proclamato innocente.
 

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