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Capannori, ecco le prime piantine nate grazie al riutilizzo dei mozziconi di sigaretta

Capannori, ecco le prime piantine nate grazie al riutilizzo dei mozziconi di sigaretta

Il progetto “Focus” prevede la trasformazione delle cicche in risorsa: ecco in cosa consiste

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CAPANNORI. Sono state messe a dimora ieri mattina in un’aiuola di piazza Aldo Moro, davanti alla sede comunale, le prime piantine, otto di rosmarino e sette di salvia – quattro piantine di Tradescantia (erba miseria) saranno collocate all’interno – nate dal riuso di un primo quantitativo di mozziconi di sigaretta raccolti a Capannori grazie al progetto “Focus” (Filter of Cigarettes reUse Safely) che prevede proprio la trasformazione delle cicche in risorsa, promosso dal Centro interdipartimentale “Enrico Avanzi” dell'Università di Pisa (capofila) in collaborazione con il Comune di Capannori, il dipartimento di scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali e Ascit e con il cofinanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

Accanto all’aiuola è stato posizionato un cartello con la scritta “Grazie dei fiori. No mozziconi a terra”, ossia lo slogan della campagna di sensibilizzazione contro la brutta e inquinante abitudine di gettare i mozziconi di sigaretta a terra realizzata dall'amministrazione Menesini per invitare tutti i cittadini fumatori a non disperdere le cicche nell’ambiente per un miglior decoro del territorio e, al tempo stesso, a collaborare al progetto “Focus”, gettando le cicche negli appositi contenitori, posizionati dal Comune in prossimità di vari spazi pubblici.

A mettere a terra la prima piantina è stato il sindaco, Luca Menesini, alla presenza dell’assessore all’ambiente, Giordano Del Chiaro, del coordinatore del progetto, Lorenzo Guglielminetti e del presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Marcello Bertocchini.

Con il progetto grazie a un’innovativa procedura i mozziconi di sigaretta da rifiuto altamente inquinante vengano trasformati attraverso un procedimento termico per ottenere i filtri puliti in substrato inerte, cioè una base biodegradabile per la coltivazione, da parte dei vivaisti, di piante ornamentali e di arbusti. Dai mozziconi può essere ricavato anche un liquido di scarto che viene convertito in acqua decontaminata e biomassa attraverso l’utilizzo di alghe per la produzione di biocarburanti. Anche per questo aspetto la ricerca sta procedendo molto bene.

Il progetto ‘Focus’ proseguirà con la messa a dimora di altre piante in spazi pubblici del territorio per poi procedere nei prossimi due-tre anni, alla prototipazione di tutto il processo per entrare in fase pre-industriale.

Per questo progetto il Ministero dell’Università e della Ricerca ha finanziato una borsa di dottorato di ricerca e un posto di ricercatore, entrambi della durata di tre anni, presso l’Università di Pisa- Dipartimento di Scienze Agrarie, alimentari e agro-ambientali.

«Siamo molto soddisfatti dell’andamento di questo progetto, che rappresenta per noi una nuova sfida nell'ambito della strategia “Rifiuti Zero”, e che sta dando i suoi primi frutti concreti», affermano il sindaco, Luca Menesini e l’assessore all’ambiente, Giordano Del Chiaro.
 

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