Il Tirreno

Lucca

Sos sicurezza

Lucca, perizia psichiatrica sugli autori della rapina in centro a minorenni

Carabinieri durante i controlli in centro storico
◗
Carabinieri durante i controlli in centro storico

Per l’Asl i due imputati sono affetti da gravi disturbi della personalità

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA.  Erano gli unici due maggiorenni, rispettivamente di 18 e 19 anni, che facevano parte di una baby gang composta da cinque adolescenti che nel giugno scorso in via della Dogana, nelle vicinanze di un affollato bar Astra, aggredirono e rapinarono due coppie di minorenni impossessandosi di un portafogli contenente 25 euro e di un telefono iPhone 12. Un’azione violenta in cui venne utilizzato un coltello marca Opinel con lama di 19 centimetri avvicinato alla gola di uno dei malcapitati quindicenni per costringerlo a consegnare i soldi e in un cui spuntò una pistola Glock semiautomatica di fabbricazione austriaca, priva di tappo rosso e perfetta replica dell’originale, ritrovata poi dai carabinieri.

La vicenda giudiziaria

Adesso i due maggiorenni – nati in Italia da genitori del Marocco e residenti ad Altopascio e che dopo l’arresto eseguito dai carabinieri finirono uno ai domiciliari e l’altro con l’obbligo di presentazione in caserma – sono di fronte al giudice dell’udienza preliminare Alessandro Trinci con l’accusa di rapina aggravata. Ma per loro si pone un problema legato alla procedibilità. Entrambi, stando a certificazioni Asl del centro di salute mentale, sono affetti da problemi psichici: il 18enne è affetto da gravi disturbi della personalità, il 19enne da disturbo bipolare, una psicosi maniaco-depressiva. É quindi necessaria da parte del giudice una perizia psichiatrica volta ad accertare se i due giovani sono capaci o meno di stare in giudizio.

L’inchiesta

All’epoca dei fatti il gip convalidò gli arresti eseguito dai carabinieri della sezione radiomobile per la rapina aggravata commessa dalla baby gang composta da due maggiorenne e tre minori (nei loro confronti gli atti sono stati trasmessi alla competente procura di Firenze). L’inchiesta fu affidata al sostituto procuratore Lucia Rugani che dopo aver interrogato il diciottenne – con problemi familiari, un’infanzia difficile alle spalle e disturbi della personalità – iniziò a collaborare con gli inquirenti contribuendo al ritrovamento della pistola e del telefono cellulare sottratto sotto la minaccia delle armi a una delle vittime dell’aggressione in centro e indirizzando i carabinieri verso il complice di 19 anni finito pure lui davanti al gup.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini