Il Tirreno

Lucca

Cinema e televisione

Paradossi, attore nel pallone tra scommesse e Zamora

di Luca Tronchetti
Alberto Paradossi (a sinistra) con Neri Marcorè
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Alberto Paradossi (a sinistra) con Neri Marcorè

Due produzioni in arrivo per l’interprete lucchese. Una fiction con Massimo Ghini e un film diretto da Neri Marcorè

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LUCCA. Un 2023 che parte con il piede giusto per l’attore lucchese Alberto Paradossi, 32 anni, già ammirato sulle reti Rai per la sua interpretazione di Federico Fellini nel film tv sulla vita di Alberto Sordi, martedì 20 dicembre protagonista della serie “The Net – Gioco di squadra” per la regia di Volfango De Biasi e Lorenzo Sportiello. Si tratta di una fiction in tre puntate (le altre andranno in onda martedì 27 dicembre e martedì 3 gennaio) in onda in prima serata su Rai 2 che tocca un argomento ricorrente nel mondo dorato del calcio: le combine. Uno sceneggiato in cui Paradossi recita assieme a protagonisti del mondo dello spettacolo come Massimo Ghini, Orso Maria Guerrini, Maurizio Mattioli e Massimo Wertmuller. Ma non è tutto perché Paradossi – salito alla ribalta per aver vestito i panni di Bobo Craxi, il figlio dell’ex presidente del consiglio e segretario del Psi, Bettino nel film “Hammamet” del maestro del cinema Gianni Amelio – sarà il protagonista dell’opera prima di Neri Marcoré, attore doppiatore, conduttore televisivo e radiofonico, imitatore e cantante, dal titolo “Zamora” dal cognome di uno dei più grandi portieri degli anni Venti-Trenta. La vita fa strani giri e torna sempre al punto di partenza: il calcio. Perché il bisnonno dell’attore lucchese era Umberto Paradossi, commerciante d’olio e ultimo presidente della Lucchese in serie A nella stagione 1951-52. «Sarà un caso, ma sia nella fiction tv sia nel film per il cinema, il pallone ha un ruolo preponderante e direi decisivo. E da grande appassionato (tifa Juventus e Lucchese) questo accostamento non può che farmi piacere», dice.

La fiction

È un progetto con tre diverse serie televisive che hanno per tema il calcio e vanno in onda in Germania, Austria e Italia: «In Germania affrontano l’argomento doping, in Austria la speculazione di alcuni talent scout su presunte giovani promessi mentre in Italia la serie tv in tre puntate affronta la piaga che ciclicamente si ripete delle scommesse e delle combine nell’ambito dei vari campionati». Alberto Paradossi veste i panni di Vincenzo, figlio di Cosimo Tessari, patron di una nota squadra di calcio interpretato da Massimo Ghini: «Una squadra di provincia, protagonista di un miracolo sportivo e arrivata addirittura a vincere lo scudetto, con un presidente padre-padrone. Nella storia si innesta il rapporto conflittuale tra due generazioni con la fragilità del figlio che a un certo punto prende in mano le redini del club che rischia la retrocessione e per cercare di evitare il dramma sportivo cade nella trappola tesa da un dirigente della Federazione pronto a proporre combine e altri illeciti con un secondo fine: rilevare lui per pochi soldi la società sull’orlo del baratro. Con me recitano altri giovani attori come Gaetano Bruno, Galatea Ranzi e Beatrice Arnera».

Il film

Il lungometraggio “Zamora”, prodotto da Pepito Produzioni con Rai Cinema e sostenuto da Film Commission Torino Piemonte, è stato girato tra Milano e Torino e nel cast, oltre allo stesso Marcoré e ad Alberto Paradossi, ci sono Giovanni Storti e Giacomo Poretti del trio “Aldo, Giovanni e Giacomo”, Marta Gastini, Anna Ferraioli Ravel, Walter Leonardi, Giovanni Esposito, Antonio Catania, Pia Engleberth, Giuseppe Antignati, Pia Lanciotti e Giulia Gonella.

«Lavorare con un mio mito come Neri Marcorè che seguivo dai tempi dell’Ottavo Nano è stato un sogno che si è realizzato. Un grande professionista con cui è nato un bellissimo rapporto e che spero possa presentare il film anche a Lucca. Una storia originale che s’incentra sul ruolo di un portiere perché nel calcio, come nella vita, bisogna imparare a buttarsi, anche se perdi, l'importante è rialzarsi e ripartire». La vicenda parte dal trentenne ragionier Walter Vismara che conduce una vita ordinata e senza sorprese come contabile in una fabbrichetta di Vigevano che da un giorno all’altro chiude con il protagonista catapultato in un'azienda avveniristica di Milano al servizio di un imprenditore moderno e brillante con il pallino del football e che obbliga tutti i suoi dipendenti a sfide settimanali scapoli contro ammogliati. Vismara, che non sopporta il calcio, alla domanda sul ruolo in cui gioco butta là quello di portiere perché è l’unico che conosce. «È costretto a giocare per non perdere l'impiego e oltre alla valanga di gol che subisce deve sottostare agli sfottò dei colleghi. Tra questi, l'antipatico ingegner Gusperti lo prende di mira fin da subito, lo ribattezza “Zamora” paragonandolo sarcasticamente al grande portiere spagnolo degli anni ’30. Non solo lo umilia in campo e lo bullizza in azienda, ma tra lui e la segretaria di cui Walter si innamora, sembra esserci del tenero. Si sente tradito da una parte e deriso dall’altra. E allora escogita un piano del tutto originale per vendicarsi: prende lezioni da un ex portiere caduto in disgrazia. Una commedia tragicomica che tra una risata e l’altra invita alla riflessione: perché nella vita c’è sempre una seconda opportunità».
 

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