Il dolore
Il Compitese piange Augusto Orsi stroncato da un malore improvviso
Presidente del Centro Culturale, ha dedicato la sua vita alla comunità
CAPANNORI. «Ci siamo ingranditi di altri due ettari, e quest’estate recupereremo un altro ettaro»: Augusto Orsi era così, sempre proiettato in avanti, un sognatore in grado non solo di realizzare i suoi obiettivi, ma di farli crescere. Quelle parole le aveva pronunciate a marzo, durante la presentazione della mostra primaverile dedicata alle camelie. Un appuntamento in grado di richiamare migliaia di persone da tutta Europa sulle colline del Compitese, tutto grazie al sogno realizzato da Orsi, quel camelieto che costituisce un patrimonio dell’intera collettività. Ma quello che era un sogno diventa ora un testamento. Ieri mattina, all’età di 78 anni, il presidente della cooperativa Centro Culturale Compitese Augusto Orsi si è spento in ospedale, dove era stato ricoverato dopo un improvviso malore. Lascia la moglie Inge e i figli Carlo e Luca. Ancora non è stata resa nota la data dei funerali perché, in linea con lo spirito altruista dell’uomo, si dovrà rispettare la sua volontà di donare gli organi.
La notizia della sua scomparsa ha scosso come un fulmine l’intera comunità. Perché Augusto non era solo il Camelieto, ma un uomo che si è sempre speso per la collettività. Lo testimoniano le parole dei soci della cooperativa, che si fanno interpreti di un dolore che è di tutti degli abitanti di Pieve e Sant’Andrea di Compito, e non solo: «Senza di lui la comunità perde una guida e un pezzo di storia. Ci mancherà terribilmente. Uomo di poche parole ma dal cuore grande, ha dedicato la vita al suo territorio e al servizio degli altri. Negli ultimi anni il suo impegno ha trovato concretezza nella nascita e nello sviluppo del Camelieto, oggi riconosciuto come il più grande “Giardino d’eccellenza” d’Europa dall’International Camellia Society. Con tenacia, determinazione e una visione del futuro fuori dal comune, Augusto ha contribuito in modo determinante allo sviluppo del Compitese. Se oggi la Mostra delle camelie è un evento riconosciuto in tutto il mondo è anche e soprattutto merito suo».
Dopo il diploma da ragioniere, Augusto Orsi è diventato un imprenditore edile e, prosegue il ricordo, «la sua attitudine all’accoglienza e all’inclusione si è manifestata da sempre anche in ambito professionale, dando lavoro e aiutando giovani in difficoltà di tutte le nazionalità. Il suo impegno civile si è manifestato con determinazione anche negli anni in cui è stato consigliere comunale a Capannori. Non ha mai abbandonato il Compitese, terra che ha amato profondamente. Ed è proprio qua che con un gruppo di giovani appassionati mossi da una forte e condivisa indole sociale ha riversato le proprie energie e il proprio impegno: le prime esperienze politiche con il Pc, la nascita di nuove attività (è tra i soci fondatori del Frantoio sociale del Compitese), il teatro con la Zingaresca e altre attività che hanno portato alla nascita della biblioteca e di quello che è oggi è il Centro Culturale Compitese, nel marzo 1976. L’obiettivo di Augusto e degli altri ragazzi era quello di tutelare, valorizzare e salvaguardare il vasto patrimonio artistico, storico e ambientale del territorio. E così, dove c’erano una vigna malandata, terreni incolti e un rudere dismesso, oggi ci sono la sede della cooperativa, un ampio parco, un palco e impianti sportivi. Alla costruzione della sede partecipa tutto il paese, e ognuno contribuisce come può. Seguono battaglie civili, nuove attività (come la mostra mercato dell’olio extra vergine di oliva) e, nel 1989, la prima Mostra delle antiche camelie della lucchesia».
«Nella sua visione del futuro – continua la testimonianza – c’erano soprattutto i giovani. Voleva che il Centro Culturale Compitese potesse contribuire alla loro formazione con attività destinate all’educazione ambientale e, quindi, alla bellezza della natura. Non è un caso che le ultime iniziative pubbliche cui ha partecipato siano state due inaugurazioni: quella della prima aula nel bosco del territorio, e quella dell’Auditorium Sinensis, con cui di fatto ha dato il via a un percorso didattico che troverà concretezza nel 2023. Solo pochi giorni fa ci ha detto che di fronte all’ingresso del camelieto avrebbe voluto far scrivere questa frase: “La cultura è la ricerca tenace e appassionata della bellezza. Il suo desiderio sarà senz’altro esaudito”. Alla compagna Inge, ai figli Claudio e Luca, a tutti i familiari e a quelli che gli volevano bene, dal Centro Culturale Compitese vanno le più care e sentite condoglianze». Condoglianze alle quali aggiungiamo quelle della nostra redazione.
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