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Cava Carcaraia, il “niet” del Cai. «Mai accordi con chi distrugge»

di Luca Dini
Cava Carcaraia, il “niet” del Cai. «Mai accordi con chi distrugge»

Il Comune lo prevede nella convenzione con la società estrattiva

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VAGLI.  «Il Cai Garfagnana non scende ad accordi con chi fa dello sfruttamento della montagna la sua distruzione». Con queste parole il presidente Luca Mori esterna il proprio stupore e disappunto dopo che il comune di Vagli ha tirato in ballo lo stesso Cai in una convenzione legata al mondo delle cave. Si tratta di una convenzione tra Comune e la società Cave Carcaraia Srl dove si parla della necessità di un accordo tra la società e la sezione Cai responsabile del sentiero numero 177 del tratto interessato dal sito estrattivo.

«Durante l’ultimo consiglio di sezione, siamo venuti a conoscenza di informazioni riguardanti l’esistenza di progetti di società estrattive operanti nel territorio Apuano nei quali siamo stati coinvolti inconsapevolmente – spiega il presidente Mori – si tratta della "Convenzione per regolare gli interventi previsti dai Pabe e le correlate opere ed interventi di interesse pubblico e il monitoraggio delle lavorazioni", stipulata tra il Comune di Vagli Sotto e la società Cave Carcaraia srl. All'articolo 10, comma 3, si obbliga il soggetto attuatore a mantenere e mettere in sicurezza il sentiero Cai n. 177 nel tratto interessato dal sito estrattivo, ai fini della sua tutela e valorizzazione, e per cui, in particolare, la società esercente deve concludere un accordo con la Sezione Cai responsabile del sentiero. Inoltre nel Piano di coltivazione, presentato da Cave Carcaraia, viene preventivato un accordo in corso con la sezione Cai locale nel quale sarebbero offerti 500 euro annui per 10 anni affinchè i volontari della stessa sezione possano accedere agevolmente, tramite la viabilità di cava, al sentiero per le ordinarie manutenzioni annuali».

Ma il Cai si dice all’oscuro di tutto questo e fa sapere anche che non ci sono margini di trattativa. «Non raggiungeremo mai accordo di alcun genere, economico o di altra natura con chi fa dello sfruttamento della montagna la sua distruzione – prosegue Mori – una delle principali missioni istituzionali del Cai, la difesa dell'ambiente naturale della montagna, è fissato nel punto 5 del Bidecalogo, ovvero sostenere il principio del divieto assoluto di escavazione di materiali (marmi, dolomia, inerti, etc). Si ritiene che il consumo delle Alpi Apuane sia una attività contraria alla nostra missione e, pertanto, la Sezione Cai di Castelnuovo prende le distanze da ogni qualsivoglia coinvolgimento con soggetti che non rispettino i principi di tutela dell'ambiente montano. Operiamo da oltre 30 anni su questo territorio con lo scopo di valorizzare le realtà naturalistiche attraverso attività di avvicinamento e scoperta delle bellezze ambientali a noi vicine. Le Alpi Apuane con le loro peculiarità geologiche, il loro aspetto grandioso dai profili titanici e all’apparenza intoccabili, nascondono un ambiente delicato e fragile nei suoi equilibri. Proprio in questo periodo di riscoperta la nostra sezione si trova a dover svolgere ancor di più la sua attività di tutela delle maestose Apuane, da molti anni interessate da attività estrattive che impoveriscono sempre più l’ambiente naturale montano. Oggi la montagna soffre di un turismo di massa ed uno sfruttamento indiscriminato di tutte le sue risorse. La tutela di queste risorse, il rispetto e lo sviluppo sostenibile sono un dovere – chiude il presidente – un dovere che abbiamo nel cuore e che portiamo avanti».


 

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