Sicurezza
Morta a 26 anni, la mobilitazione per Davide e Dante: «Metteremo a disposizione una casa»
Il sindaco di Seravezza, paese di origine di Debora: li aiuteremo, anche con le associazioni
SERAVEZZA. Seravezza si mobilita per aiutare il marito Davide e il piccolo Dante, di pochi giorni, nato all’ospedale con il parto cesareo. La mamma, Debora Pierini di 26 anni, invece non ce l’ha fatta. Le ferite provocate dall’esplosione della palazzina dove abitava con la famiglia a Torre di Lucca erano troppo gravi – era infatti ricoverata in coma al reparto grandi ustionati - ed è morta ieri notte all’ospedale Cisanello di Pisa.
Intanto la giunta seravezzina, coordinata dal sindaco Lorenzo Alessandrini, e alcune associazioni di volontariato del territorio, si è attivata per dare accoglienza e vicinanza alla famiglia travolta dalla tragedia.
I genitori di Debora abitano infatti a Ruosina nel Comune di Seravezza, e sono – come lo era la vittima – originari di Cafaggio a Querceta.
«Siamo vicini alla famiglia – ha detto Alessandrini - e insieme a tutta la comunità saremo vicino e li sosterremo per tutto quello che avranno bisogno, come la ricollocazione. Adesso per loro, una famiglia a cui non è rimasto più niente, è una fase acutissima e dolorosa: ci stiamo già organizzando (già dai giorni precedenti, ma adesso che la madre è scomparsa a maggior ragione) non solo come amministrazione ma anche con le associazioni del territorio, facendo si che intorno a questo nucleo familiare si stringa un cordone sanitario e sociale».
Alcuni assessori, con le associazioni di volontario di Seravezza, si sono già attivati per trovare una locazione per Davide e Dante, che si sono salvati dall’esplosione causata da una fuga di gas.
La coppia aveva deciso di acquistare la prima casa circa un paio di anni fa, trasferendosi in Lucchesia, ed era proprio l’abitazione nella palazzina che è stata devastata dalla deflagrazione. «Cercheremo di star loro vicini – continua il primo cittadino di Seravezza – sotto ogni punto di vista, sia emotivamente che aiutandogli a superare un momento difficilissimo, e una perdita così grave e ciò che seguirà da questa perdita. C’è una fortissima commozione pubblica e quindi è fondamentale che l’amministrazione e il mondo del volontariato si muovano per stringersi intorno a loro. Vedremo con quali forme migliori. Ho incaricato alcuni assessori e la Fondazione Terre Medicee di fare un coordinamento con il territorio e le organizzazioni per tutta una serie di iniziative che possano sostenerli, anche i genitori con cui sono in contatto. Troveremo un luogo, una casa, dove farli alloggiare. Lo avevamo già stabilito, al di là di come fosse andata. Dovranno ripartire da zero con l’unica ricchezza che è il lavoro del giovane, ma al momento senza più una casa e tutti gli affetti».
Nella palazzina a Torre, sulla via per Camaiore, erano già morti Luca Franceschi di 69 anni, ex dipendente della Mover di Viareggio, e la compagna Lyudmyla Perets di 44 anni. La loro figlia di 17 anni si era salvata perché era ancora a scuola, aperta per l’ultimo giorno prima della chiusura prevista per i Comics.
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