Toscana
Sicurezza sul lavoro, il monologo di Marco Brinzi sul palco del Giglio
L’attore: «Il mio operaio in stile Charlie Chaplin»
LUCCA. Rspp: è Marco Brinzi il protagonista di uno spettacolo dai toni surreali che tratta di un elemento fondamentale e “duro” della nostra realtà, lavorativa e non: la sicurezza.
Rspp: il nome è “tutto un programma”, potremmo dire, dato che chi lavora sia nel pubblico sia nel privato sa bene l’importanza della figura dell’Rspp, cioè responsabile del servizio di prevenzione e protezione, che sul palco del Giglio venerdì 11 e sabato 12 novembre diventa “Restiamo sani, per piacere!”.
Un acronimo voluto, come racconta lo stesso Brinzi, «da tre realtà importanti del territorio che hanno voluto, ideato, realizzato e prodotto questo spettacolo: il progetto Lu.Me. Lucca Metalmeccanica e le aziende che ne fanno parte, il Teatro del Giglio e l’agenzia di comunicazione Fascetti Associati, con il supporto di Confindustria Toscana Nord».
«Volendo indagare e portare in scena un tema cruciale per il mondo del lavoro e delle imprese – prosegue l’attore che vestirà i panni del protagonista Marco Lumettini, impiegato nella costruzione di magneti da 19 anni – hanno coraggiosamente voluto affrontare il tema delicato della sicurezza sui luoghi di lavoro e infine l’hanno proposto a me perché ne facessi un racconto-monologo».
Il testo è stato scritto a quattro mani da Morena Rossi per Fascetti Associati e Cataldo Russo per il Teatro del Giglio, che ne cura anche la regia, mentre la parte video è di Immaginarium Creative studio.
«Scegliere di incontrare alcuni lavoratori è stato il punto di partenza – precisa Brinzi –: operai specializzati, capi reparto e responsabili di sicurezza delle aziende di Lu.Me., per farci raccontare in prima persona le loro esperienze reali ma soprattutto la loro idea di cosa sia la sicurezza nella loro vita e non solo in ambito lavorativo. Dal materiale ascoltato, dai racconti e dagli aneddoti come ad esempio il loro primo giorno di lavoro, abbiamo elaborato diverse improvvisazioni e diverse linee di scrittura teatrale che poi sono “sbocciate” in una via giusta: il monologo di un operaio specializzato nella costruzione di magneti».
Nonostante il tema delicato, il tono dello spettacolo è decisamente ironico, autoriflessivo, quasi esistenziale «e soprattutto leggero – precisa Brinzi –, nel senso che abbiamo voluto affrontare il tutto non cadendo nella retorica ma pensando più a una linea alla Charlie Chaplin in Tempi Moderni. Prendi un operaio iper stressato dal lavoro, dalla vita famigliare e dalla tecnologia che commette un errore su cui riflettere per evolversi come persona e lavoratore».
Che cosa significa “sicurezza? «Significa senza preoccupazioni, senza pericoli ma è talmente importante la parola che è difficile chiuderla in un solo significato. Per me ad esempio sicurezza è un’immagine: l’abbraccio. Gli abbracci che ci sono mancati negli ultimi anni di pandemia ad esempio».
Brinzi spiega quanto sia stato difficile approcciare un monologo di questo tipo? «È difficile sapendo che di lavoro e sul lavoro si continua a morire, nelle fabbriche, nei campi e nelle serre, nei cantieri edili, nei magazzini, in mare, su mezzi di trasporto, nelle strutture ospedaliere o per strada. Dietro ciascun numero c’è una persona, una famiglia devastata dalla perdita. Questo spettacolo ha il merito di coinvolgere tutti nel pensare assieme a come prevenire affinché tutto ciò non accada.
«Prendersi cura di sé stessi nel proprio lavoro oppure sapere che un proprio gesto ricade sugli altri che mi circondano significa iniziare ad essere responsabili ed evolversi anche come persone, oltre che come lavoratori».
La serata di venerdì è piena, mentre sono rimasti ancora alcuni posti per sabato: per partecipare bisogna mandare un amil all’indirizzo info@luccametalmeccanica.it.
L’ingresso allo spettacolo è libero, con la possibilità di fare una donazione a un’associazione che si occupa di sicurezza sul lavoro.
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