Sicurezza
Per i maltrattamenti agli anziani la coppia non risponde al giudice
Confermata la misura cautelare in carcere mentre prosegue l’indagine
LUCCA. L’interrogatorio di garanzia via Skype – con il collegamento con le case circondariali di Lucca e Pisa – si conclude rapidamente. Il giudice delle indagini preliminari Simone Silvestri e il pm titolare dell’inchiesta, Elena Leone, ascoltano soltanto le parole del legale della coppia arrestata, avvocato Natascia Carignani, che per i suoi assistiti si avvale della facoltà di non rispondere e, successivamente, ai cronisti che al telefono le chiedono un intervento sul caso dei maltrattamenti nella casa famiglia «L’Oasi della Pace» a Corsena di Bagni di Lucca, aggiunge tramite whatsapp: «Ci sono indagini in corso, non rilascio dichiarazioni».
Nel breve intervento a difesa di Vincenzo D’Isanto, origini fiorentine, e Debora Campanozzi, nativa della provincia di Foggia, entrambi di 52 anni, titolari del struttura per anziani, il legale di fiducia chiede al gip la revoca della misura custodiale in carcere. Ma la misura per i due indagati con l’accusa di maltrattamenti aggravati, circonvenzione di incapace e violenza sessuale ai danni degli anziani ospiti della casa famiglia rimane inalterata. D’Isanto e Campanozzi restano detenuti e intanto le indagini della procura e dei carabinieri proseguono.
Strategia difensiva
Logico che in questa fase iniziale dell’indagine la difesa – che adesso ha ottenuto l’accesso alle sole intercettazioni ambientali che hanno determinato l’emissione della misura cautelare da parte del giudice – prima di sottoporre a interrogatorio i suoi assistiti aspetta gli ulteriori possibili sviluppi. In sostanza che tutte le carte processuali siano sul tavolo e non l’ufficio requirente non abbia «assi nella manica» da calare in un secondo tempo e che potrebbero aggravare la posizione della coppia finita in carcere. Perché gli investigatori hanno depositato solo in parte la corposa documentazione acquisita da luglio al momento delle ordinanze cautelari.
Ulteriori accertamenti
Adesso i carabinieri della Compagnia di Castelnuovo, coadiuvati da quelli di Borgo a Mozzano e di Bagni di Lucca, dovranno ascoltare come persone informate dei fatti tutti i vecchi dipendenti in prova o senza regolare contratto che dal 15 maggio 2021 sino a settembre 2022 hanno collaborato all’interno della villa a due piani denominata «L’Oasi della Pace» per capire, al di là di quanto accertato dalle intercettazioni ambientali, il trattamento ricevuto dagli anziani ospiti alcuni dei quali «parcheggiati» nella casa famiglia da familiari e parenti poco propensi a interessarsi dei cari vecchietti. Non solo. Verranno effettuati ulteriori riscontri sull’oro (anelli, catenine, bracciali) ritrovato nella disponibilità della coppia e in parte anche indosso e in alcuni casi appartenuto agli anziani pensionati a cui sarebbe stato inopinatamente sottratto. Valutazioni e verifiche anche sulle somme di denaro – ventimila euro – sequestrati dai militari nel corso della perquisizione effettuata al momento degli arresti. Tra l’altro un paio di attempati ospiti della struttura stanno collaborando con gli inquirenti mentre gli altri paiono ancora terrorizzati e reticenti.
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