Il Tirreno

Lucca

Il festival agrodolce dei negozi. «Ma va bene, è una promozione»

di Rossella Lucchesi
Il festival agrodolce dei negozi. «Ma va bene, è una promozione»

Giorni con pochi affari per le attività che non vedono generi alimentari In tanti fanno buon viso a cattivo gioco, ma c’è chi vorrebbe dei correttivi

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LUCCA. Parecchi hanno deciso di chiudere per ferie. Altri resteranno chiusi nel fine settimana. Gran parte di chi ha scelto di tenere aperto se ne sta sulla porta del negozio (deserto), osservando il fiume di persone che scorre lentamente, con lo sguardo che accenna al sorriso per la coloratissima festa, ma tradisce la malinconia e lo scontento perché di vendere non se ne parla. Lucca Comics, croce e delizia per i commercianti che non appartengono alla categoria della ristorazione e in questi giorni devono fare i conti con un evidente calo del giro d’affari. La città è stracolma di gente, ma i clienti abituali, soprattutto chi non abita in centro, non si vedono. E i turisti si sono volatizzati, in attesa di tornare a gioire delle bellezze del centro.

«Per certi aspetti siamo penalizzati – commenta Alessandro Innocenti del negozio di pelletteria in via Santa Croce – ma non ci lamentiamo perché, anche se in questi giorni le vendite sono risicate, l’evento ci consente di promuovere le nostre attività con riscontri quasi sempre positivi, visto che tanti tornano in vacanza e acquistano nei nostri negozi. Dobbiamo mettere in preventivo un po’ di disagio e guardare il lato buono della manifestazione che ha permesso di far conoscere Lucca nel mondo, dando un bel respiro alla sua economia che non riguarda solo bar e ristoranti, ma anche le strutture ricettive, i trasporti e le casse comunali».

Non c’è la coda neppure per entrare nel negozio di abbigliamento Barone Firenze aperto otto mesi fa in Canto d’Arco, ma Barbara Di Rita, commessa dello store che dal 1992 tratta uno dei brand più apprezzati nel settore, non è affatto avvilita: «È vero, la città è paralizzata, ma la manifestazione è bellissima e accoglie giovani educati, carini e gentili che portano una ventata di gioia e sana allegria, cosa molto positiva dopo il periodo buio che abbiamo vissuto. Stringiamo la cinghia per qualche giorno, ma ne varrà sicuramente la pena, perché, almeno per quanto ci riguarda, non mancherà il ritorno economico, vista la richiesta di poter acquistare i nostri prodotti online».

Molto meno soddisfatto Enzo Fucà del negozio di casalinghi e oggetti per la casa Compagnia dei Latini in via San Paolino: «Non entra nessuno, il nostro non è un esercizio appetibile per i visitatori dei Comics che cominciano a essere proprio troppi per una città delle dimensioni di Lucca. Senza nulla togliere alla manifestazione fiore all’occhiello della città, forse bisognerebbe ripensare l’organizzazione degli spazi, spostando alcuni eventi fuori dalle Mura, in modo da consentire a tutti di lavorare».

Quanto ad affari, neppure Katia Apostolo del negozio di abbigliamento Iris 23 in via Fillungo è al settimo cielo. «Per me è una rimessa e un disagio dato che, vivendo a Livorno, per lavorare devo restare a dormire a Lucca e vedere una cliente è un miraggio. Restiamo aperti, ma non conviene. Bellissima iniziativa, d’accordo, ma forse per la sicurezza sarebbe necessario alleggerirla un po’, data l’eccessiva concentrazione di persone. Finora è andata bene, ma se qualcuno si sente male improvvisamente in casa o per strada, come facciamo per i soccorsi?».

Affari dimezzati anche alla pelletteria di Filippo Allegrini in via del Moro «ma – commenta – va bene così, perché possiamo assistere a una delle manifestazioni più spettacolari del mondo che, in fondo, porta benefici a tutta la città». Anche gli orafi come Lio Lucchesi della gioielleria l’Antico Borgo stanno a guardare, lui però con tanto ottimismo. «La nostra categoria è penalizzata – dice – ma non disperiamo e godiamoci questo meraviglioso spettacolo che per fortuna da qualche anno è esteso a tutta la città».

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