Lutto
Lucca, morti nella palazzina esplosa: chi sono le vittime e la prima ipotesi sull’esplosione
Uccisi due conviventi: salva la figlia 17enne che era a scuola. Indaga la procura: la ricostruzione di quanto accaduto
LUCCA. Esplode un’abitazione bifamiliare nella frazione di Torre, a Lucca. Muore una coppia, lui 69 anni lei 44, salva la figlia 17enne che in quel momento è a scuola. Ferita gravemente una 26enne all’ottavo mese di gravidanza: trasportata a Pisa con ustioni in diverse parti del corpo, va in sala operatoria e mette al mondo il suo bambino. Che per fortuna sta bene, mentre lei lotta per la vita. Ma andiamo con ordine.
IL BOATO CHE ROMPE LA FESTA
Succede tutto all’ora del caffè. Mentre nel centro di Lucca fervono i preparativi per un’edizione da record dei Comics al via oggi, un boato rompe l’atmosfera di festosa attesa dell’arborato cerchio. Il fumo che si leva alto nel cielo dalla zona nord del territorio e le sirene dei mezzi di soccorso lasciano intendere che qualcosa di brutto è successo. Sono le 14,40, nella frazione di Torre, esattamente al confine con Pescaglia. Un terratetto bifamiliare che ospita due coppie ed è affacciato sulla via per Camaiore, è appena saltato in aria. Esploso, distrutto, sparito. Un cancello aperto è l’unica cosa rimasta in piedi. Le macerie hanno invaso la strada e i campi vicini, impattando nel loro tragitto contro il furgoncino della Bianchi, ditta edile che sta passando da lì giusto in quel momento. Trasporta pannelli isolanti, che per fortuna attutiscono un po’ l’onda d’urto. Il parabrezza, però, va in frantumi e i due dipendenti a bordo vengono colpiti da alcune schegge di vetro. Se la cavano con poco: un grande spavento e qualche escoriazione curata al San Luca.
LE FAMIGLIE SOTTO LE MACERIE
Ben diversa è la situazione nelle due abitazioni ormai ridotte a un cumulo di macerie. Sotto ci sono delle persone, ma quante? Questo è il grande interrogativo che agita i soccorritori. Nella prima casa, ristrutturata di recente, vive la famiglia Giracello: è formata da Davide e dalla moglie Debora Pierini, 26 anni, all’ottavo mese di gravidanza. Nell’abitazione a fianco, affittata di recente, abitano Luca Franceschi, 69 anni, ex sindacalista Filt e dipendente della Mover di Viareggio ora in pensione, e Lyudmyla Perets, 44 anni, originaria dell’Ucraina, compagna di Franceschi e madre di una ragazza di 17 anni che vive con i due. Non sono i soli occupanti di questo stabile: a fianco alla casa dei Giracello c’è un piccolo allevamento di cani: otto bassotti adulti, otto cuccioli, più un pastore maremmano. La macchina dei soccorsi si mette subito in moto: sul posto arrivano ambulanze, vigili del fuoco anche da Pisa e Firenze, protezione civile, carabinieri, polizia e vigili urbani. Ci sono il questore Dario Sallustio, il sindaco Mario Pardini e molti assessori: vanno sul posto e danno una mano a spostare le macerie. C’è anche il proprietario dell’immobile in cui vive Franceschi, ma in realtà non lo conosce. Racconta di aver affittato la casa a un’associazione attiva nel sociale. Arriva anche il sostituto procuratore di turno, il magistrato Antonio Mariotti.
LA PRIMA IPOTESI
La prima ipotesi è che l’esplosione sia stata indotta da una fuga di gas. È presto per dirlo con certezza ma qualche indizio c’è. L’odore di gas si percepiva già dal mattino secondo alcuni testimoni. «Mia n uora aveva sentito puzzo di gas – afferma la suocera di Debora Pierini –. Stamani mi ha raccontato di aver chiamato il gestore per segnalarlo, ma le hanno spiegato che l’odore era dovuto ad altro». Un particolare, quello del sentore di gas, confermato da Gabriele Consani, residente a Ponte alla Maddalena, piccola frazione non molto distante da dove si è verificato il crollo. «Ero a casa per dei lavoretti domestici quando ho sentito un boato incredibile – dice Consani –. Hanno tremato tutte le pareti: ho pensato si trattasse di una scossa di terremoto. Ma quando sono uscito ho notato una nuvola di fumo sopra le due abitazioni. Alcuni conoscenti che abitano qui a Torre, mi hanno detto di aver sentito, già all'ora di pranzo, un odore di gas proprio lungo la via per Camaiore». Ci sarà tempo per appurare le cause di questa tragedia. Intanto c’è da scavare.
La prima a essere individuata ed estratta è Debora Pierini: è viva, così come il bambino che porta dentro di sé. Ma ha riportato ustioni gravi e diffuse in diverse parti del corpo. Viene trasportata a Pisa con l’elisoccorso Pegaso. Nel frattempo si scopre che il marito Davide non era in casa ma al lavoro e dunque è salvo. Le ricerche si concentrano sull’altra abitazione. Arrivano i cani per fiutare i dispersi ma non è un lavoro semplice. Dopo oltre un’ora viene individuata Lyudmyla Perets, ma per lei non c’è niente da fare. Il suo corpo è estratto ormai senza vita dalle macerie. C’è il timore che possa esserci anche la figlia 17enne. Non è così: si viene a sapere che è ancora a scuola, in un liceo del centro. Avvertita dell’accaduto, è assistita da alcuni psicologi per affrontare il lutto. L’ultimo a essere ritrovato è Franceschi, il cui corpo è praticamente carbonizzato. I lavori di messa in sicurezza vanno a vanti fino a sera e nel frattempo vengono ritrovati anche i cani dell’allevamento. Non sono tutti vivi, ma molti sì. Vengono presi dalla suocera di Debora. Ora la palla passa alla procura: l’inchiesta giudiziaria dovrà far chiarezza sull’accaduto.
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