Il Tirreno

Lucca

Lo scultore imbratta la sua opera perché non è d’accordo su compenso e collocazione. Ora la ripulisce

Stefano Pierotti impegnato a ripulire la scultura
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Stefano Pierotti impegnato a ripulire la scultura

Accordo raggiunto tra Stefano Pierotti e la Fondazione Crl per “Oltre le radici”. Aveva scritto “Oggi è domenica/domani si muore”

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LUCCA.  Controdine: la scultura dedicata all’emigrazione rimarrà dov’è, all’interno della rotatoria di piazzale Boccherini, subito fuori porta Sant’Anna.

È stato raggiunto infatti un accordo tra lo scultore pietrasantino autore dell’opera, Stefano Pierotti e la Fondazione Cassa di Risparmio, committente della scultura. Un’intesa arrivata anche a seguito di un incontro al quale ha partecipato anche il sindaco di Lucca Mario Pardini e che doveva essere annunciato nei prossimi giorni.

Ma Pierotti, con un ennesimo colpo di scena, ieri mattina ha precorso i tempi: si è infatti presentato con gli attrezzi del mestiere in piazzale Boccherini e ha cominciato a ripulire la scultura dalla frase di Pier Paolo Pasolini (“Oggi è domenica/domani si muore”) che lo stesso Pierotti aveva vergato in segno di protesta a maggio dello scorso anno.

Il contenzioso tra Pierotti e la Fondazione era iniziato qualche tempo dopo che lo scultore aveva vinto il concorso indetto per un’opera, voluta dai Lucchesi nel mondo, che celebrasse l’emigrazione.

“Oltre le radici” (questo il titolo) in origine doveva essere installata all’interno di porta San Pietro, a due passi dalla sede dei Lucchesi nel Mondo. La Commissione paesaggistica del Comune, però, non diede il via libera e così si optò per una nuova sistemazione, per l’appunto fuori porta Sant’Anna, nella rotonda che allora era in costruzione.

La scultura venne inagurata il 13 settembre 2019. Ma pierotti, nei mesi successivi, avanzò una serie di recriminazioni. La collocazione, innanzitutto. Poi il compenso ricevuto e, infine , la realizzazione del catalogo.

Posizioni che sono state sempre respinte dalla Fondazione Cassa di Risparmio, sulla base del fatto che la lamentele sono state tardive e, comunque, relative a punti che erano stati concordati con l’autore.

Nel maggio del 2019 Pierotti passa all’azione, scrivendo la frase di Pasolini sull’opera e privandola di quasi tutte le foglie. Interviene una volante della polizia, ma ormai il danno è fatto. Da San Micheletto partono due lettere di diffida per il ripristino dell’opera, ma non hanno alcun esito. Anzi: Pierotti riscrive la frase che era stata parzialmente cancellata da ignoti. Così, quest’estate, il Tirreno anticipa la notizia che la scultura sarà rimossa: lo ha chiesto la Fondazione, il Comune ha dato l’ok. A fine agosto l’ultimo salvagente lanciato dalla Fondazione, con la proposta di un incontro: questa porta i suoi frutti.
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