Sicurezza
Occhio al termostato: da sabato termosifoni accesi in 17 comuni
Lucca: come funzionano le nuove regole per il risparmio e dove si applicano
LUCCA. Per il momento, magari, non ce n’è bisogno visto le temperature decisamente alte per il periodo. Ma quando verrò il momento di accendere il termosifone, sarà utile sapere che le regole sono cambiate. E – soprattutto – che valgono limitazioni diverse da comune a comune, a seconda della classificazione all’interno delle cosiddette “zone climatiche”.
Le sei fasce Già dal 1993, infatti, tutto il territorio nazionale è stato diviso in sei zone, a seconda delle condizioni climatiche e, di conseguenza, dell'utilizzo che si deve e si può fare del riscaldamento. Una classificazione fatta sulla base dei cosiddetti “Gradi giorno” – che definiscono la rigidità climatica di ciascun comune. I Gradi giorno rappresentano la somma della differenza tra la temperatura media esterna registrata in un determinato periodo e i venti gradi presi come temperatura convenzionale. Vengono presi tutti gli "sforamenti" rispetto a venti gradi e sommati, così da avere un valore di riferimento per poter classificare le zone. Più è alto il valore e più è rigido il clima di un comune. Le zone climatiche, come detto, sono sei: A (fino a 600 Gradi giorno), B (da 600 a 900 Gg), C (da 900 a 1.400 Gg), D (da 1.400 a 2.100 Gg), E (da 2.100 a 3.000 Gg), F (oltre 3.000 Gg). Quasi la metà dei comuni italiani rientra nella zona climatica E. Mentre nella fascia D si trovano circa 1.500 comuni italiani. Nella C e nella F ci sono circa un migliaio di comuni in ciascuna. Mentre meno numerosi sono i territori compresi nelle prime due fasce, che sono nettamente quelle più calde. I Comuni della Lucchesia sono divisi in tre delle sei fasce. Come si vede dalla tabella pubblicata in alto, cinque dei sette comuni della Piana (a eccezione di Pescaglia e Villa Basilica) ricadono in fascia D, insieme a Borgo a Mozzano. La maggior parte (in particolare quelli della Valle del Serchio) sono invece nella fascia E, quella di media montagna. Tre piccole realtà (Minucciano, Careggine e Sillano Giuncugnano), stanno invece nella fascia F, quella con le temperature più rigide.
| Classificazione | Comuni | Regole |
|---|---|---|
| Zona D | Altopascio, Borgo a Mozzano, Capannori, Lucca, Montecarlo, Porcari | Accensione dall’8 novembre al 7 aprile con 11 ore al giorno |
| Zona E | Bagni di Lucca, Barga, Camporgiano, Castelnuovo Garfagnana, Castiglione Garfagnana, Coreglia, Fabbriche di Vergemoli, Fosciandora, Gallicano, Molazzana, Pescaglia, Piazza al Serchio, Pieve Fosciana, San Romano, Vagli Sotto, Villa Basilica, Villa Collemandina | Accensione dal 22 ottobre al 7 aprile con 13 ore al giorno |
| ZONA F | Careggine, Sillano Giuncugnano, Minucciano | Nessun limite |
Regole diverse A fasce diverse corrispondono regole diverse, in particolare per quello che riguarda il periodo dell’anno in cui è possibile usare i termosifoni e le ore del giorno in cui gli impianti possono rimanere accesi. In questo senso, nella zona F non è previsto alcun limite: i caloriferi possono – in teoria – essere fatti funzionare per 365 giorni l’anno, 24 ore al giorno.
L’austerity del 2022 Quest’anno, però, le regole sono state ulteriormente ritoccate per andare incontro alla necessità di risparmio energetico. E cosi, qualche giorno fa, il ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani ha firmato un decreto che riduce di 15 giorni il periodo di accensione, posticipando l’avvio di otto giorni e anticipando la fine di sette. Inoltre, le ore giornaliere concesse sono diminuite di una, così come la temperatura massima scende a 19 gradi (da 20) nelle abitazioni e a 17 (da 18) per le altre destinazioni.
Ciò significa che nei 17 Comuni della Lucchesia in zona E gli impianti si potranno accendere da sabato 22 ottobre (originariamente era il 15), mentre quelli in zona D partiranno l’8 novembre invece che il primo. La data di fine periodo sarà invece uguale per tutti, il 7 aprile (invece del “classico” 15).
Rimarranno fuori da questi paletti edifici particolari, come gli ospedali e i luoghi di lavoro attivi 24 ore su 24. Inoltre, i Comuni, in caso di situazioni particolari, potranno decidere con ordinanza di anticipare l’inizio del periodo.
Rimane, infine, la questione dei controlli: di fatto, lo stesso Cingolani ha ammesso che sarà praticamente impossibile farli nelle abitazioni private. E dunque, più che alle verifiche, servirà affidarsi alla buona volontà dei cittadini.l
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
