Toscana
Sparò al nipote con una calibro 22 per il parcheggio: assolto per incapacità di intendere
Bagni di Lucca: l’85enne è stato ritenuto non imputabile, sarà sottoposto a libertà vigilata
BAGNI DI LUCCA. Assolto perché incapace di intendere e di volere. È questa la sentenza con cui si è concluso il procedimento con rito abbreviato riguardante Rodolfo Giannini, 85enne vedovo e pensionato, residente a San Cassiano di Controne, piccolo borgo della Val di Lima nel comune di Bagni di Lucca. L’uomo era imputato di tentato omicidio: il 12 aprile scorso, al culmine di un furibondo litigio per un parcheggio, aveva sparato al nipote con una calibro 22 e lo aveva colpito alla mano destra. A scatenare la furia dell’anziano, il fatto che il 72enne parente acquisito occupasse un posto auto a lui destinato, snobbasse i suoi rimproveri e lo riprendesse a mo’ di scherno con il telefonino. Nelle udienze precedenti il legale di Giannini aveva presentato una relazione sulle condizioni mentali del suo assistito da cui si deduce un deficit cognitivo legato in parte all’età e in parte a problemi psichiatrici. Dal punto di vista giuridico è un punto dirimente e pertanto il giudice Antonia Aracri ha fatto condurre una perizia sull’imputato volta a stabilire se il deficit cognitivo di Giannini è dovuto all’età ed eventualmente quanto incide sulla capacità di volizione dell’85enne. L’esito della perizia disposta dal giudice, su richiesta della difesa e senza obiezioni da parte del sostituto procuratore Salvatore Giannino, ha confermato che ha confermato l’incapacità di intendere e di volere dell’imputato, che pertanto è risultato non imputabile dei reati a lui ascritti ed è stato dunque assolto.
La perizia, inoltre, lo ha indicato come soggetto socialmente pericoloso, di conseguenza e anche in considerazione dell’età avanzata gli è stata applicata la misura della libertà vigilata, con alcune prescrizioni tra cui l’affidamento ai servizi socio-sanitari di Bagni di Lucca. L’uomo, pertanto potrà continuare a vivere nella sua abitazione, seguito dai familiari. La misura diventerà esecutiva non appena il giudice predisporrà l’ordinanza. Ovviamente senza la disponibilità delle armi che gli sono state sequestrate dopo l’episodio.
G. P.
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