Il Tirreno

Lucca

Scuola

La prima volta senza il professor Cellai in classe: «Vado in pensione, ma resterò un insegnante»

di Gregorio Andreini
La prima volta senza il professor Cellai in classe: «Vado in pensione, ma resterò un insegnante»

Il docente di filosofia ha lasciato il liceo Vallisneri di Lucca dopo più di vent’anni «Ho iniziato da capostazione, poi la bellissima esperienza in Garfagnana»

4 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. È suonata la prima campanella ma in cattedra al liceo scientifico Vallisneri non si è presentato uno dei suoi professori più amati. Stiamo parlando del professor Massimo Cellai, classe 1956 che dopo tanti anni nel mondo della scuola lo scorso 31 agosto è andato in pensione.

«Mi sono laureato – racconta il professor Cellai – in filosofia all’Università di Pisa nel febbraio 1982. Sono entrato al Vallisneri nel 1970 come studente e ne esco nel 2022 come professore». L’avventura scolastica come insegnante di Massimo Cellai è iniziata nel 1987. «Sono stati all’inizio anni molto importanti. Prima – rivela – lavoravo come capostazione. Ero dirigente di ferrovia, un’esperienza molto significativa. Ho insegnato da subito alle scuole medie storia, geografia ed educazione civica. Sono rimasto – ricorda con emozione – quattro anni in Garfagnana. È stato molto educativo interagire negli anni ’80 con gli adulti e insegnare per il loro recupero della terza media. Prima a lavoratori poi a ragazzi, disoccupati, situazioni non facili come quelle dei dropouts. Facevo corsi pomeridiani e serali. Fare questa scelta alternativa nell’insegnamento – spiega – mi ha permesso di seguire meglio la mia bambina nata nel 1988. Oltre che di percepire già allora il cambiamento climatico».

Finalmente poi nel tempo il professor Cellai ha coronato anche il suo sogno: insegnare filosofia. «Credo – mette in risalto – che filosofia sia una materia da insegnare con programmi ad hoc in ogni ordine di istituti superiori. Negli anni Novanta l'ho insegnata al Vallisneri dal 1990 al 1993 durante l'indimenticabile e lunga presidenza di un preside molto stimato come Giuseppe Ciri che nel 1970 quando entrai come studente al Vallisneri era già docente. Poi sono andato in aspettativa dalla scuola dal 1994 al 1998 per l'impegno diretto in politica. Sostenni l’allora sindaco di Lucca Giulio Lazzarini come assessore alla pubblica istruzione ed ebbi ruoli significativi come la presidenza del teatro del Giglio che ha acquisito in quegli anni autonomia giuridica, economica e finanziaria».

Successivamente Massimo Cellai ha ripreso a insegnare. «Sono stato - racconta - un anno a La Spezia e al Machiavelli dal 1998. Poi nuovamente al Vallisneri dal 1999 dopo aver vinto il concorso, passo fondamentale per me per poter insegnare filosofia. Negli anni in via delle Rose ho dato vita anche a appassionanti corsi pomeridiani di Filosofia e Storia contemporanea o di Educazione alla salute».

Il professor Cellai ha lasciato sicuramente un ambiente scolastico accogliente e positivo che dona opportunità di crescita sia a livello disciplinare che di valori importanti. «Credo sia importante – ama ricordare – che noi insegnanti oltre ad impegnarci per far sì che i nostri studenti apprendano i saperi ci costruiamo relazioni. I miei colleghi proseguiranno sicuramente al meglio ciò che già abbiamo costruito tutti insieme. Ricordo che al liceo abbiamo sperimentato ed implementato anche l’attività “One to one”, un tutoraggio che ha portato a relazionare tra loro un ragazzo del biennio con uno del triennio per due ore a settimana a studenti di almeno due classi inferiori alla propria in una o più materie a loro scelta.

«Sono nate – rivela – al Vallisneri in quattro anni ben 72 coppie di lavoro con in totale 150 ragazzi e ragazze, grazie anche al prezioso supporto della cooperativa Odissea. Questo tipo di insegnamento è anche stato un ottimo metodo durante il Covid per aiutare ciascuno a reagire, a fargli capire che non era solo».

Il professor Cellai, formazione don milaniana che ha iniziato le medie nel 1964 con la prima grande riforma unificata scolastica del Dopoguerra ritiene la scuola pubblica luogo fondamentale per l’istruzione degli studenti e pilastro della comunità. «Vorrei – spiega – che ciò che abbiamo fatto al Vallisneri di positivo si diffondesse anche al di fuori. Già alle Medie Chelini c'è stata una sperimentazione tipo “One to one” in prima e terza media. Continuerò sicuramente anche come mi è stato richiesto dalla scuola a dare un contributo in questo. Anche se ora – conclude – concretamente ho bisogno di una vita diversa nella mia mente continuerò a essere un insegnante».



 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web