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Capannori

San Ginese: cercasi proprietario

di Luigi Spinosi
La sede della San Ginese
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La sede della San Ginese

In Regione si è riunito il tavolo di crisi sull’azienda capannorese di lavorazione del latte. Il marchio è appetibile e ci sarebbero imprenditori interessati a rilevare lo stabilimento

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CAPANNORI. Ci sarebbero imprenditori interessati a rilevare la San Ginese, anche se al momento non vengono rivelati nomi, visto che la ricerca di un’eventuale nuova proprietà è ancora in fase embrionale. È uno degli aspetti emersi ieri in Regione, dove si è riunito il tavolo di crisi sul caso dello stabilimento per la lavorazione del latte e nel corso del quale è stato ascoltato per la prima volta l’advisor individuato dal gruppo sardo Arborea 3A, che quattro anni fa aveva rilevato lo storico marchio capannorese. L’advisor, ossia il consulente chiamato a gestire questa fase travagliata della San Ginese, cercando strategie per un rilancio e un possibile acquirente, ha fatto una fotografia della situazione attuale dello stabilimento dove, da aprile, quasi tutti i dipendenti sono in cassa integrazione. E la cassa rappresentò, al momento, una soluzione positiva, dopo che inizialmente la proprietà aveva annunciato la chiusura dell’impianto con il licenziamento di tutti i dipendenti.

Venerdì Valerio Fabiani, consigliere del presidente della Regione Giani per il lavoro e le crisi aziendali, ha quindi convocato il tavolo per fare il punto sulla vicenda San Ginese. In quest’occasione, si legge sulla nota della Regione Toscana, «l’advisor che l’azienda ha assunto su richiesta del tavolo ha richiamato la responsabilità sociale d’impresa, ha esposto il progetto al quale ha lavorato fornendo un’analisi puntuale dello stato del sito, un’indagine di mercato e un primo scouting di imprese del settore. Al tavolo erano presenti le istituzioni, le organizzazioni sindacali, Arti e l’unità di crisi regionale e Arborea. Lo stesso tavolo aveva scongiurato nei mesi scorsi i licenziamenti ottenendo la cassa integrazione per i 25 lavoratori (in realtà 26 ndr) e un percorso verso la reindustrializzazione del sito».

Un eventuale rilancio del polo produttivo di Capannori (il cui marchio è stato definito ancora molto appetibile in occasione del tavolo) sarebbe importante non solo per quanto riguarda l’occupazione indiretta, ma anche per l’economia indiretta rappresentata dagli sbocchi di mercato per gli allevamenti del territorio. Intanto però, a metà dell’anno di cassa integrazione concessa, la situazione è ancora in una sorta di limbo: al momento la sede di Capannori è attiva solo sul fronte della commercializzazione, con 4 dipendenti al lavoro. E dei 26 dipendenti iniziali in azienda ne sono rimasti 12 (otto in cassa e quattro come detto al lavoro). Chi ha trovato altre opportunità (e contando sulla professionalità acquisita in azienda sono stati molti) ne ha approfittato per cambiare lavoro.

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