Una vetrina internazionale per le calzature di Capannori
All’interno della manifestazione “Boom! La moda italiana” organizzati incontri tra gli imprenditori locali e buyer provenienti da diverse parti del mondo
CAPANNORI. Gli imprenditori del mondo della calzatura, dai produttori ai distributori, si incontrano. E lo fanno a Capannori. Nel calendario degli eventi collaterali della mostra “Boom! La moda italiana” in corso a Lucca, e organizzata dalla Fondazione Banca del Monte su proposta di Sabrina Mattei (a 70 anni dalla prima sfilata nella “Sala Bianca” di Palazzo Pitti), Cna Federmoda, T4S (la rete di imprese del settore calzaturiero) e Fondazione Banca del Monte, in collaborazione con il Comune di Capannori, e col sostegno del ministero degli Affari Esteri e dell’agenzia Ice, hanno organizzato una “business street” che, apertasi martedì, si chiuderà oggi. Si tratta di tre giorni di dialogo tra le aziende calzaturiere del territorio e i compratori internazionali.
L’evento è stato presentato ieri al Polo Tecnologico di Segromigno in Monte alla presenza dell’assessore all’innovazione e al Polo Tecnologico Lucia Micheli, della curatrice della mostra Sabrina Mattei, del responsabile nazionale Cna Federmoda Antonio Franceschini, di Roberto Lenci, coordinatore della Rete di imprese T4S, di Pietro Angelini, Temporary Manager della rete di imprese T4S, e del consigliere della Fondazione Banca Del Monte di Lucca Lamberto Serafini (che ha portato i saluti del presidente Andrea Palestini). In quest’occasione le aziende del territorio ieri hanno avuto la possibilità di incontrare al Polo Tecnologico una decina di buyer internazionali provenienti da Kazakistan, Giappone, Albania e Sudafrica in incontri “b2b” (business to business), e oggi sono previste le visite aziendali. Di particolare interesse l’apertura dei lavori di oggi che tra gli interventi vedrà anche quello di Roberto Corbelli, esperto e ricercatore di tendenze che offrirà ai partecipanti una rappresentazione dell’evoluzione dello scenario globale.
«Queste tre giornate dedicate al b2b in ambito calzaturiero – spiega la curatrice della mostra “Boom” Sabrina Mattei – sono nate proprio nel solco dell’azione di promozione del Made in Italy nel mondo avviata da Giovan Battista Giorgini (l’imprenditore fortemarmino che di fatto creò il concetto di “Made in Italy” ndr) e ci sembrava la misura giusta per arricchire il progetto con un’iniziativa concreta di valorizzazione del territorio, della sua cultura produttiva, della sua capacità di produrre bellezza e ricchezza per tutto un indotto».
«Siamo davvero orgogliosi di essere riusciti a organizzare un evento di questa portata sul nostro territorio con il quale vogliamo sviluppare la rete di imprese del settore calzaturiero e naturalmente il distretto – ha aggiunto Roberto Lenci – un evento che vede la partecipazione di numerose e importanti aziende estere che abbiamo intenzione di ripetere anche nei prossimi anni a beneficio non solo del comparto calzaturiero, ma anche di tutto il territorio di Capannori».
«La rete T4S continua a crescere e a dimostrare di essere un interlocutore valido e credibile sui fronti nazionali e internazionali – ha dichiarato Pietro Angelini – auspichiamo che questo evento consenta di aprire un costante rapporto con Ice per sviluppare il rapporto con i mercati internazionali e invitare nel nostro distretto imprese e clienti. Questa iniziativa si aggiunge al percorso di internazionalizzazione che stiamo portando avanti con una compagine di imprese della rete per sviluppare il mercato Usa e al percorso di agevolazione alla partecipazione alle fiere nazionali».
«La rete di imprese del calzaturiero è un soggetto significativo della realtà produttiva del nostro territorio che sta crescendo e portando avanti attività di grande rilevanza per lo sviluppo del settore, come dimostra l’organizzazione di questo evento – ha proseguito l’assessore Lucia Micheli – un evento con cui le aziende calzaturiere locali hanno l’importante opportunità di incontrare buyer stranieri e quindi promuovere i loro prodotti a livello internazionale con la possibilità così di allargare la loro rete di vendita».
«Il settore moda italiano è un indubbio valore economico e sociale per il nostro Paese, significando oltre 67 mila aziende che vedono occupare circa 600 mila lavoratrici e lavoratori – ha poi spiegato Antonio Franceschini – a queste imprese vanno aggiunte quelle del terziario, che impiegano ulteriori 600 mila addetti, un volano strategico per lo sviluppo dei territori. Quei territori che, come il distretto calzaturiero di Segromigno in Monte, tanta valenza hanno dal punto di vista culturale e di connessione sociale. La moda italiana è infatti un settore diffuso, policentrico che, attraverso le diverse specializzazioni e declinazioni, arriva ad esprimere un primato mondiale. La moda è anche un forte driver per l’export e nel 2021 ha registrato un attivo commerciale di circa 34 miliardi euro, diventando motore per l’internazionalizzazione delle imprese. Anche da questi numeri si comprende come sia importante analizzare il settore in una modalità approfondita e che necessita del contributo del mondo accademico: i corsi di laurea dedicati alla moda sono, tutto sommato, di recente costituzione mentre un settore economico così diffuso e articolato avrebbe avuto la necessità di essere messo più al centro degli studi. La moda italiana – attraverso le sue filiere produttive, ma anche grazie alla sua rilevante rete distributiva – rappresenta un inestimabile patrimonio di conoscenze e competenze e per mantenerlo e rinnovarlo, in considerazione dei processi evolutivi, è necessario dedicargli attenzione come sistema Paese. Come Cna Federmoda abbiamo da tempo avviato processi in questo senso e portato all’attenzione delle istituzioni la necessità che il settore venga considerato strategico per l’Italia».
L’iniziativa rientra nelle attività della piattaforma “WeLoveModainItaly” di Cna Federmoda per sostenere la promozione delle imprese artigiane e delle Pmi del settore moda sui mercati internazionali. Una progettazione che ha portato le imprese del settore abbigliamento a fine agosto a Toronto e porta oggi buyer sul distretto di Capannori.
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