Il Tirreno

Lucca

La nuova scuola si presenta. Festa grande a Monsagrati

di Luigi Spinosi
La nuova scuola si presenta. Festa grande a Monsagrati

Realizzato in tempi record il polo ospiterà da oggi materna ed elementari. Il plesso intitolato a Margherita Hack ha ampi spazi distribuiti su due piani

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PESCAGLIA. Ieri a Monsagrati i bambini sono entrati a scuola un giorno prima, e non lo hanno fatto da soli. Con loro c’erano anche genitori, insegnanti, cittadini e autorità. Sì, perché ieri non c’erano lezioni da seguire, ma una scuola da scoprire. Con l’inaugurazione del nuovo polo scolastico Margherita Hack, realizzato nella zona dei campetti sportivi, si conclude un percorso idealmente iniziato tanti anni fa. Da un punto di vista materiale però, una volta trovati i fondi (la scuola è costata quasi 2 milioni di euro) e superate le lungaggini burocratiche, i lavori sono stati velocissimi, e in linea – caso purtroppo raro – con i tempi annunciati: si è iniziato a giugno dell’anno scorso, e con il nuovo anno scolastico il plesso era pronto. Nessun intoppo tecnico, nemmeno in tempo di virus e di scarsità di materiali, anche se un rincaro in corso d’opera c’è stato, con il Comune che ha aggiunto le risorse necessarie a quelle dell’originale finanziamento regionale.

Regione presente ieri con il presidente Eugenio Giani, con l’assessore Stefano Baccelli e con i consiglieri Valentina Mercanti e Mario Puppa. Con loro il provveditore Donatella Buonriposi, il consigliere provinciale Patrizio Andreuccetti, i rappresentanti di diversi Comuni della Lucchesia e un sindaco di pescaglia, Andrea Bonfanti, che non ha nascosto la sua commozione: «Si realizza un sogno lungo quasi dieci anni». Quindi nel ringraziare tutti, autorità, progettisti (con un toccante ricordo dell’ingegner Ivano Bellandi) e ditte, il sindaco ha rivolto un pensiero anche alla sua famiglia, per lo stimolo dato verso quest’opera «perché sognavo di dare ai miei bimbi un futuro qui a Pescaglia».

Da parte sua il presidente Giani ha ribadito la centralità e il ruolo della scuola all’interno della comunità («È la cosa più importante»). Poi la cerimonia della consegna delle chiavi del nuovo plesso: sono state alcune delle future alunne a consegnarle all’ex dirigente Maria Pia Mencacci, andata in pensione alla fine dello scorso anno scolastico, che a sua volta le ha girate, in una sorta di simbolico passaggio di consegne, alla nuova dirigente Teresa Monacci.

Poi l’ingresso dentro la scuola. L’interno conferma le impressioni che l’edificio dà guardandolo dall’esterno: un grosso complesso, ma che non incute timore o senso di oppressione, come avviene talvolta davanti a scuole vecchio stile. Anzi. I colori pastello trasmettono un senso di calore e allegria. E altri colori, sempre lontani dal cupo grigio, caratterizzano anche l’interno della scuola, dove le grandi dimensioni viste da fuori si traducono in ampi spazi, distribuiti su due piani, per ospitare gli alunni della materna e della primaria. Aule grandi, colori allegri e stimolanti, e spazi da destinare ad attività diverse oltre a quelli della didattica. Non solo la mensa, ma anche, per esempio, una stanza per ospitare le attività teatrali e da destinare anche a iniziative per la comunità. Al primo piano poi, dove si concentrano le aule per la scuola elementare, anche alcuni ampi terrazzi, che durante la bella stagione potranno essere sfruttata per le attività ricreative e didattiche.

L’edificio tiene conto anche delle esigenze, fino a un paio di anni fa sconosciute, emerse con la pandemia, ossia quelle di spazi ampi dove sia possibile avere anche un grande ricambio di aria. Cosa quest’ultima resa possibile non solo dalle ampie finestre, ma anche da un sistema di areazione all’avanguardia, che fa parte del pacchetto tecnologico che caratterizza la scuola. Pacchetto che comprende per esempio il sistema di riscaldamento al pavimento o il sistema di illuminazione delle plafoniere in grado di regolarsi autonomamente. Un sistema domotico che può essere controllato non solo in loco, ma anche in remoto.

La scuola è pronta, con gli arredi, i giochi per i bambini più piccoli, e i disegni appesi alle pareti e portati qui dalla vecchia scuola. Vecchia scuola che rappresenterà uno dei prossimi passi dell’idea complessiva, visto che il successivo intervento sarà la realizzazione al suo posto di spazi per lo sport.

Infine gli ampi spazi esterni tra l’edificio e il cancello: qui ora c’è terra, visto che la scuola è cresciuta più in fretta dell’erba, ma a breve quella terra diventerà un prato naturale, tranne alcune zone che saranno destinate a ospitare un orto didattico.


 

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