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Da Lucca a Capo Nord in bicicletta: i 53 giorni sui pedali di Mariotti

di Michele Masotti
Da Lucca a Capo Nord in bicicletta: i 53 giorni sui pedali di Mariotti

Il 28enne di Montuolo in sella alla sua Bianchi ha attraversato undici Paesi

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LUCCA. 8.200 chilometri percorsi, 44.600 metri di dislivello, 53 giorni in sella alla sua Bianchi e 11 nazioni attraversate. Se è vero che a volte i numeri non dicono tutto, nel caso di Paolo Mariotti, 28enne di Montuolo, raccontano invece alla perfezione l'impresa compiuta dal giovane che, partendo da Lucca lo scorso 27 giugno, ha raggiunto il promontorio di Capo Nord in meno di un mese. Un viaggio con se stesso nel quale non sono mancati i momenti d'incontro e solidarietà con altri connazionali, anche in prossimità della meta finale, e le intemperie climatiche. E dire che per Mariotti la passione per la bicicletta è relativamente recente. «Pedalo con una certa costanza da cinque anni: è stato amore a prima vista – afferma Paolo Mariotti –. Da adolescente ho praticato boxe a livello agonistico nella categoria dei superleggeri. Personalmente quando inizio a impegnarmi in un’attività, cerco sempre di pormi delle sfide sia fisiche che mentali per raggiungere obiettivi stimolanti».

In Italia il più lungo percorso compiuto dal 28enne di Montuolo era stato un Roma-Milano, andata e ritorno. Da lì l'idea, dopo una calibrata marcia d'avvicinamento iniziata nello scorso mese di febbraio, di raggiungere il punto più a nord dell'Europa. «Ho intrapreso una regolare preparazione, senza lasciare nulla al caso – dice Mariotti –. Per come soffro le temperature calde, ho faticato meno nel tragitto d'andata, compiuto in 28 giorni. Quando ho trovato 24° nella Svezia meridionale, ammetto di aver faticato tanto. Per tornare a Lucca ho impiegato tre giorni in meno. Quando sono arrivato a Capo Nord ho provato un mix di emozioni impossibili da spiegare. Le ultime pedalate sono state coronamento di un sogno, diventato sempre più concreto grazie al sacrificio».

Austria, Slovacchia, Repubblica Ceca, Lituania, Lettonia, Estonia, Norvegia, Svezia, Danimarca, Germania e Finlandia sono state le tappe toccate da Mariotti. «Sono rimasto rapito dalla bellezza incontaminata dei laghi e delle foreste finniche – ammette il 28enne lucchese –. Per un amante della natura come il sottoscritto è il massimo della vita pedalare lungo quei sentieri. Ho apprezzato la tipica ospitalità delle popolazioni scandinave. Proprio in Finlandia, infatti, ho potuto riposare alcune ore in casa di un paio di ragazzi del posto, rimasti colpiti dal viaggio che stavo intraprendendo. Avendo visto che ero in sella alla classica Bianchi verde, un cult per i ciclisti di tutto il mondo, in diversi mi hanno fermato addirittura per scattare una foto». Gli italiani, si sa, sono cittadini del mondo e quindi non c'è da stupirsi come lungo il suo tragitto, specialmente nelle nazioni baltiche e scandinave, Mariotti abbia condiviso un pezzo di strada con alcuni connazionali. «È bello poter trovare qualcuno che parla la tua lingua a oltre 7mila chilometri dalla tua città – rivela il giovane lucchese –. Ho incontrato un bresciano che stava pedalando con la sua handbike (mezzo che permette alle persone disabili di muoversi sfruttando la propulsione fornita dalle braccia ndr). Divertente il siparietto con un camper di ragazzi di Rovigo, trovati per la prima volta a Rovaniemi, capoluogo della Lapponia e famoso per essere il paese di Babbo Natale: la mattina ci salutavamo per poi ritrovarci la sera, fino all'arrivo a Capo Nord. Negli ultimi giorni ho viaggiato a una media di 200 km quotidiani».

L'arrivo sul punto più a nord del continente potrebbe non essere l'unica e ultima impresa che Mariotti ha in mente. «Durante il viaggio di ritorno, ha iniziato a balenarmi nella testa una nuova impresa, ma è presto per parlarne. Sicuramente sarà nel 2023 – dice Mariotti –. Ringrazio tutti coloro che mi hanno seguito attraverso i miei canali social, non facendo mancare mai il loro supporto. Del resto, la ricchezza di un viaggio non è quella di conoscere nuove persone?».

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