Il Tirreno

Lucca

Operai morti, il ricordo

Gianni Parrini
Operai morti, il ricordo

Cinque anni fa il carrello su cui lavorano Viviani e Pellegrini cedette  Ieri il sindaco Pardini ha reso loro omaggio. L’iter giudiziario è in corso

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LUCCA. Sono passati cinque anni dalla tragedia di Santa Croce. Il 1° settembre 2017, Eugenio Viviani e Antonio Pellegrini, membri della Cooperativa Agricola Morelli, persero la vita mentre lavoravano. Stavano posizionando i tradizionali lumini sulle facciata di palazzo pretorio, in via Veneto, in vista della processione. Il carrello elevatore su cui stazionavano a circa dieci metri di altezza cedette di schianto e per i due non ci fu scampo. Due morti bianche che scossero profondamente la città riportando l’attenzione sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro.

A cinque anni di distanza quella tragedia non è stata dimenticata. Ieri mattina il sindaco Mario Pardini ha posato un mazzo di fiori nel luogo dell’incidente e ha dedicato ai due operai morti un pensiero diffuso attraverso i social: «Esattamente cinque anni fa, nel pomeriggio di venerdì 1 settembre 2017, i due operai Eugenio Viviani – 54 anni di Santa Maria del Giudice - e Antonio Pellegrini – 61 anni di Lammari – perdevano la vita a seguito di un incidente sul lavoro, mentre erano intenti a montare i portalumini in vista della Luminara di Santa Croce. È stato un grave lutto, che ha sconvolto tutta la comunità cittadina. Ho ritenuto quindi doveroso ricordarli oggi deponendo dei fiori in via Vittorio Veneto, dove avvenne la tragedia. Rinnovo il cordoglio dell’amministrazione comunale e la mia vicinanza alle famiglie delle vittime».

Sul fronte giudiziario la vicenda è ancora aperta. A seguito dell’incidente la procura di Lucca ha aperto un’indagine a conclusione della quale il sostituto procuratore Elena Leone ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di sette persone, ingegneri, rappresentanti legali e amministratori delle ditte coinvolte. Si tratta di Marco Milesi, 56 anni di Milano; Fosco Celi, 82 anni, di Rimini; Paolo Balugani, 57 anni, di Modena, rispettivamente amministratore delegato, presidente e direttore tecnico della «Oil & Steel» nel 2009 quando fu acquistata la gru collassata; Giuliano Bicchi, 79 anni, di Anzola nell’Emilia e Francesco Corrado, 80 anni, di Imola, che all’epoca dei fatti erano rispettivamente direttore generale e membro del Cda dell’Istituto di Certificazione Europea Spa, organismo di certificazione e di ispezione; Sergio Rossi e Silvano Nannetti, di 66 e 61 anni rispettivamente di Forlì e Castrocaro Terme, responsabili della ditta Art e Campenter fornitrice del braccio meccanico alla Oil & Steel.

La fase dell’udienza preliminare di fronte al giudice Antonia Araci si è si è trasformata in una battaglia di perizie. Si discute sul punto in cui è stata effettuata la saldatura per il posizionamento della canalina passacavi sul braccio meccanico del carrello elevatoremodello «Eagle» della ditta “Oil & Steel”. Secondo la prospettazione dell’accusa la saldatura non doveva trovarsi in quel punto del braccio meccanico. I consulenti tecnici della difesa si sono difesi contestando la mancanza di regole chiare legate alla distanza del punto di saldatura della canalina passacavi sul braccio meccanico. La prossima udienza è fissata per il 31 ottobre, alcuni degli imputati hanno chiesto il rito abbreviato.

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