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L’operazione

Presi i mercanti dell’oro rubato: colpi da Lucca a Capannori passando per la Svizzera

Luca Tronchetti
Presi i mercanti dell’oro rubato: colpi da Lucca a Capannori passando per la Svizzera

La polizia smantella una banda di nomadi specializzati in furti di metallo pregiato. Nei guai due artigiani-ricettatori

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LUCCA. Un anno di indagini per smantellare una gang «fai da te» capace di compiere furti di oggetti in oro e metalli preziosi in appartamenti e villette di Lucca, Capannori, S. Giuliano Terme, ma anche in Svizzera e in particolare a Chur nel cantone dei Grigioni, e di ricettare merce rubata incaricando due insospettabili artigiani lucchesi sui 45-50 anni di piazzarla sul mercato. A mettere sulla pista giusta gli investigatori il titolare di un Compro Oro settimanalmente veniva affidato in conto vendita il metallo pregiato che in realtà era provento di furto. Insospettito aveva avvertito la polizia che dopo lunghe e laboriose indagini ha smantellato la gang. Sono otto le persone indagate – sei nomadi sinti e due artigiani locali – tre delle quali raggiunte da ordinanza di custodia cautelare di cui due agli arresti domiciliari e uno finito in manette, ma non per i furti e la ricettazione. Nella sua abitazione la polizia ha rinvenuto sostanza stupefacente ed è scattata la misura coercitiva con tanto di processo con rito direttissimo.

Gli arrestati La procura aveva chiesto diverse misure cautelari, ma alla fine il gip ha concesso i domiciliari a Davide Glaudi, 23 anni e Ismaele Lebbiati, 25 anni. Quest’ultimo già condannato in Appello nel 2020 a tre anni di reclusione per aver fatto parte di una gang specializzata nei reati contro il patrimonio. Una banda che aveva raggiunto l’apice il 12 gennaio 2016 con un assalto ai danni di una gioielleria lungo la via Sarzanese a Nave. Le loro abitazioni, così come quelle degli altri sei indagati, sono state perquisite ieri mattina all’alba dalla Mobile, coadiuvata dal reparto prevenzione crimine di Firenze. Durante il blitz è stato recuperato e sequestrato un casco adoperato dai malviventi per compiere furti nelle case. La polizia nell’abitazione di Christopher Reinard, 22 anni, nomade, ha sequestrato 78,5 grammi di hashish suddiviso in 75 dosi e un bilancino. Per questo reato il giovane è stato arrestato e processato davanti al giudice Gianluca Massaro. Reinard, incensurato, ha patteggiato la pena a otto mesi di reclusione e tremila euro di multa e dopo la lettura del dispositivo è tornato libero.

L’inchiesta Le ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari sono state emesse dal gip Simone Silvestri su richiesta del sostituto procuratore Antonio Mariotti che ha diretto le indagini affidate alla Mobile. Tra i furti attribuiti alla gang ci sono quelli, avvenuti nel 2021, in una villetta in via per Camaiore ai danni di un industriale della zona: un furto di cassaforte al cui interno c’erano braccialetti, collier, orecchini. E poi ancora un furto di orologi, catenine, oggetti in oro e 8000 euro in contanti a San Giuliano e un furto, nella periferia di Lucca, di alcune pistole. Sono stati scoperti dopo la commissione dei fatti. Il motivo? In auto, tra un colpo e l’altro, i malviventi ricordavano con tanto di date e luoghi i furti commessi tra il 2021 e il 2022. Non sapevano di essere intercettati.

Il colpo in Svizzera L’inchiesta trae origine dalla segnalazione di un Compro Oro. Vista la provenienza sospetta, il nobile metallo viene sequestrato e la polizia scopre che quei monili sono stati rubati in case, ville e appartamenti. Attraverso intercettazioni e pedinamenti i poliziotti arrivavano ad accertare che la gang l’11 novembre 2021 a bordo di un’auto arriva in Svizzera e prende di mira un appartamento asportando tra l’altro un orologio Omega e quattro orecchini con diamanti. Le autorità elvetiche, allertate dalla polizia lucchese, fermano i tre nomadi, la cui casa è stata perquisita ieri mattina, recuperando la refurtiva.


 

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