Il Tirreno

Lucca

Muore nell’auto che si ribalta in un fossato volontario in pensione della Croce Verde

Luca Tronchetti
Muore nell’auto che si ribalta in un fossato volontario in pensione della Croce Verde

All’origine della tragedia malore o colpo di sonno visto che il tratto di via San Donnino è rettilineo

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MARLIA. Una manovra sbagliata. Forse a causa di un colpo di sonno o forse per un malore improvviso. Di certo c’è che la sua vecchia Fiat Panda finisce fuori strada in un tratto rettilineo di via San Donnino a poche centinaia di chilometri dalla sua abitazione. E l’utilitaria si ribalta. Sono le 23,45 di martedì 23 agosto e per Francesco Ridolfi, residente in via del Giardinetto a Marlia e che avrebbe compito 70 anni il prossimo 11 ottobre, non c’è più nulla da fare. I soccorritori possono soltanto constatarne il decesso. Ridolfi, 69 anni, per gli amici semplicemente «Medaglia» ha trascorso la sua esistenza al servizio degli altri: dipendente, da diversi anni collocato a riposo, del servizio di onoranze funebri della Croce Verde di Lucca. É morto, ironia della sorta, guidando un’auto, lui che nel lontano primo ottobre 1984 era stato assunto proprio come autista -soccorritore alla Croce Verde e che era stato tra i più attivi al momento della creazione nel suo paese natale di un’associazione socio-sanitaria di volontariato che poi divenne la Misercordia di Marlia.

Nuovo dramma Dopo il decesso di Aldo Dell’Aringa, 75 anni, idraulico di Porcari - avvenuto sempre nel Capannorese in seguito a uno scontro tra due auto – in meno di 72 ore si consuma il nuovo dramma. L’allarme viene dato da alcuni passanti quando manca un quarto d’ora allo scoccar di mezzanotte alla centrale operativa. Sul posto si precipitano – oltre all’automedica e a un’ambulanza della Croce Verde di Ponte a Moriano – anche due pattuglie dei carabinieri (Ponte a Moriano e Villa Basilica) e un mezzo dei vigili del fuoco. Ma quando i pompieri estraggono dall’utilitaria l’ex volontario si accorgono che il cuore dell’anziano si è fermato per sempre. La salma è stata trasferita all’obitorio dell’ex Campo di Marte. Il magistrato di turno, Paola Rizzo, non ha disposto il riscontro diagnostico visto che non è stata accertata responsabilità di terzi. Nel pomeriggio di ieri ha concesso il nullaosta per la sepoltura.

Il ricordo Francesco Ridolfi, separato e con figli, aveva lavorato fino al giugno 2009 alla Croce Verde. Cordoglio dal presidente Daniele Massimo Borella, dal consiglio di amministrazione e dalla Croce Verde: «Francesco si è diviso tra il lavoro sulle ambulanze e quello alle onoranze funebri. La sua dedizione era evidente non soltanto nel lavoro, ma anche nelle attività come volontario di Protezione civile, in particolar modo nel settore delle cucine. Impareggiabile il suo impegno nel cantiere di quella che è diventata l'attuale sede della Croce Verde di Lucca, in viale Castracani, per la quale si è speso in prima persona sovrintendendo a diversi aspetti delle operazioni di costruzione. La Croce Verde si stringe attorno alla famiglia esprimendo affetto e gratitudine per quanto fatto per l'associazione e la cittadinanza».


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