Il Tirreno

Lucca

La denuncia

Agente positivo al Covid dopo lo sputo in faccia di detenuto in isolamento

Agente positivo al Covid dopo lo sputo in faccia di detenuto in isolamento

La denuncia dei lavoratori: «C’è anche stato un detenuto finito in overdose per aver assunto una quantità eccessiva di farmaci e metadone e quindi ricoverato in ospedale»

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LUCCA. Si preannunciano manifestazioni di protesta da parte degli agenti di polizia penitenziaria del carcere di San Giorgio se non verranno sospese le assegnazioni di detenuti per motivi di ordine e sicurezza alla casa circondariale lucchese. Manifestazioni che vanno oltre al semplice stato di agitazione dopo che, di recente, sono avvenuti altri due fatti di estrema gravità che testimoniano, se ancora ve ne fosse bisogno, l’impossibilità della vetusta struttura di far fronte a nuove assegnazioni di detenuti facinorosi o con problemi mentali o psichici tanto che le organizzazioni sindacali chiedono l’allontanamento dei detenuti per motivi di sicurezza.

Covid e sputi La goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo – con il personale in servizio in stato di agitazione e preoccupato sempre di più della situazionedel penitenziario – si è verificata l’altro giorno quando un agente è risultato positivo al Covid 19 dopo che un detenuto, posto in isolamento perché affetto da coronavirus, gli ha sputato in faccia. «Al di là dell’indole delinquenziale del ristretto – dicono le organizzazioni sindacali – l’episodio non sarebbe avvenuto se il detenuto fosse stato sistemato nell’idoneo reparto che invece, causa la grave situazione della casa circondariale lucchese, risulta chiuso». Ma non è tutto. «Si è passati dal detenuto finito in overdose per aver assunto una quantità eccessiva di farmaci e metadone e quindi ricoverato in ospedale– proseguono i sindacati – al detenuto, allontanato dal carcere de Le Sughere di Livorno per atti turbativi dell’ordine e della sicurezza dell’istituto penitenziario labronico, che una volta trasferito al carcere di San Giorgio ha messo in atto un tentativo di suicidio attraverso impiccamento. Tentativo fallito grazie al pronto intervento del personale in servizio che prosegue la sua attività nonostante orari massacranti con oltre 12 ore al giorno». Tra l’altro il detenuto, trasferito all’ospedale San Luca, andava in escandescenza danneggiando la linea elettrica della camera d’ospedale dove era ricoverato. «Infine il personale, per far fronte a una visita ospedaliera legata al Tso di un detenuto in data 19 agosto, ha lavorato 13 ore ininterrotte senza ricevere nemmeno un cambio per un pasto».



 

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