Sicurezza
Maltempo, il terrore negli occhi alle Case operaie: «A mani nude contro il vento»
ll racconto degli abitanti del condominio scoperchiato dalle raffiche di giovedì «Mai vista una cosa del genere: una trave è entrata nella stanza accanto alla mia»
BARGA. A ventiquattr’ore di distanza, la paura è ancora tanta. C’è chi di notte non ha dormito, perché il maltempo faceva ancora paura. O chi ricorda di aver provato, nel quarto d’ora d’inferno di giovedì mattina, a resistere al vento con le proprie forze. Inutilmente. Sono le testimonianza degli abitanti delle Case operaie di Fornaci di Barga, retaggio della grande storia industriale della Valle del Serchio.
Qui, giovedì, il cielo è venuto giù in un istante, con fortissime raffiche di vento e pioggia che hanno avvolto la zona in un’aria spettrale. Poi questo scenario già di per sé surreale, è stato travolto dal forte e secco boato accompagnato da un’ondata di detriti, nell’area dei due condomini chiamati “Case operaie”. Le eccezionali raffiche di vento hanno scoperchiato metà tetto della palazzina a nord (più una piccola porzione nel caseggiato a sud) delle Case operaie dette “di sotto”, perché rispetto a quelle di fronte sono situate a un’altezza minore, facendo volare tegole, travi in legno e altri materiali. La forza del vento ha portato questa massa a travolgere un ultimo piano delle Case operaie “di sopra”, dall’altra parte di via della Repubblica, la strada principale di Fornaci. E che ha avuto la peggio è stato chi stava procedendo in auto, a bordo della Kia Sportage. I quattro passeggeri a bordo non hanno avuto il tempo d’accorgersi di essere su un mezzo coperto e schiacciato da grossi frantumi provenienti dal tetto scoperchiato. Chi era in zona ha chiamato i soccorsi. Perciò, sul posto sono giunte tre ambulanze della Misericordia del Barghigiano e l’automedica del 118, ma anche i Vigili del Fuoco e i carabinieri di Fornaci e Castelnuovo. L'autista dell’auto, il più grave, è stato portato in codice rosso all’ospedale di Lucca e poi i medici l'hanno trasferito a Cisanello: le sue condizioni sono stazionarie.
La giornata in quest’area fornacina è scorsa in un clima surreale. Alle Case operaie sono giunti anche diversi abitanti della frazione: per capire se quelle foto viste online erano vere o no, ma soprattutto per vedere se i propri amici e parenti stavano tutti bene. Questo tratto di via della Repubblica, per tante ore, è stato chiuso per i rilevi e lavori di sgombero da macerie fino alla messa in sicurezza. A fine giornata di giovedì, nel palazzo a nord delle Case operaie “di sotto”, sono stati evacuati sei nuclei.
Le undici persone hanno trovato alloggio per conto proprio o col Comune. Ieri mattina, gli abitanti dei due condomini, ma anche quelli in alcune vie circostanti, dopo aver passato una notte non molto serena per il ritorno della pioggia, hanno potuto riaccendere la luce in casa.
Fino all’evacuazione, Romano Sartini viveva con sua moglie al primo piano, ovvero al secondo dei tre che compongono la palazzina a nord: l’edificio più duramente colpito. «Giovedì mattina – racconta – nel mio appartamento avevo chiuso ogni persiana e finestra perché vedevo che stava arrivando il temporale. Poi abbiamo sentito il boato e urlare in strada. È stato impressionante vedere cos’era successo attorno e poi a quella macchina. La nostra casa non ha subito danni, ma stanotte abbiamo dormito in un altro paese, da nostro figlio. Quindi in famiglia, anche se qualche pensiero l’abbiamo avuto. Non ci hanno ancora detto quando potremo tornare a casa, ma speriamo presto».
David Salotti, invece, abita al piano terra del fabbricato a sud. Quanto accaduto lo racchiude in «un grande spavento. Non c’ero nel momento in cui è successo, mi hanno telefonato, e quando sono arrivato ho trovato una scena che non avevo mai visto. C’è stato tanto spavento. E, le dimensioni di quelle travi volate del tetto, mi hanno fatto un brutto effetto. Noi, cioè gli abitanti di questo blocco, stanotte abbiamo dormito in casa. Ma un po’ agitati: perché ha piovuto di nuovo».
Ha scelto di rimanere nell’anonimato e raccontare la sua storia, chi abita all’ultimo e terzo piano delle Case operaie “di sopra”. In questo caseggiato, è stato l’appartamento più duramente colpito. Anche ieri lo ricordavano i detriti davanti al portone. Ha provato un grande spavento, racconta questa persona. Aggiunge: «da non credere». Poi ha ricordato quei momenti in cui cercava di reggere gli infissi, «con tutta la forza, ma con quel vento che veniva non ce la facevo». Voleva impedire all’acqua di entrare in casa. Poi, nella stanza accanto, c’è stata una botta: quella provocata da una trave proveniente dall’altro condominio, un grosso pezzo di legno che aveva volato per diversi metri con altri detriti. «Per fortuna che non ero lì – ha commentato guardando al cielo – non lo dimenticherò mai».
Infatti, tutti i suoi vicini hanno temuto il peggio. Lo hanno ribadito anche Ada e Antonio Fiori, che ieri hanno riassunto il pensiero d'ogni condomino nelle Case operaie “di sopra”. Come gli altri hanno temuto per il ritorno della pioggia nella serata di ieri, «e ripensato a chi è stato coinvolto nell’incidente. Non abbiamo mai visto una cosa del genere e ci ha fatto tanto male vedere questa situazione».
Così, ha detto anche la sindaca di Barga, Caterina Campani, anche ieri in sopralluogo alle Case: «Quando sono arrivata la prima volta – ricorda – e ho visto lo scenario, i pesanti detriti scesi dal palazzo e andati fino a quello di fronte, poi l’auto, ho pensato che era mancato poco alla tragedia». Si sta già cercando di risolvere quanto prima la situazione delle persone fuori casa, ma il meteo di non ha aiutato a far partire i primi lavori. «Il condominio – dice la sindaca – ha programmato una serie di interventi. Attualmente, perché non dipende da me, non si può dire quando ci sarà il rientro nelle abitazioni». Gli altri disagi nel Barghigiano sono stati risolti, come la riapertura della Mologno-Barga, anche se, ieri ha detto Campani, «diverse utenze senza luce: si possono contare sulle dita di una mano e stiamo risolvendo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
