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Lucca

Il caso

L’artista deturpa la propria opera per protesta: serve l’ok della Soprintendenza per rimuoverla

Michele Masotti
La scultura fuori porta Sant’Anna con le foglie dipinte di rosso
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La scultura fuori porta Sant’Anna con le foglie dipinte di rosso

Dopo la scritta a caratteri cubitali di un verso di Pasolini “Oggi è domenica, domani si muore” effettuata nel 2021, Pierotti pochi giorni fa ha posto sull'aiuola del terreno sottostante delle foglie in acciaio dipinte di corten rosso

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LUCCA. Un’esistenza breve ma intensa che continua a produrre problemi anche nella sua fase conclusiva.

Non ci sono ancora certezze sui tempi previsti per la rimozione del monumento all'emigrazione lucchese, realizzato dall'artista versiliese Stefano Pierotti e collocato nel settembre 2019 all'interno della rotonda davanti a Porta Sant’Anna. Vincitrice di un concorso internazionale organizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e donata alla città dall’associazione Lucchesi nel mondo, l'opera ha subito un paio di deturpazioni proprio per mano del suo stesso creatore. Dopo la scritta a caratteri cubitali di un verso di Pasolini “Oggi è domenica, domani si muore” effettuata nel 2021, Pierotti pochi giorni fa ha posto sull'aiuola del terreno sottostante dello foglie in acciaio dipinte di corten rosso.

Concessa lo scorso 8 luglio l'autorizzazione alla rimozione della statua, su richiesta dei Lucchesi nel mondo, da parte della commissione per il paesaggio dell'amministrazione comunale, la road map non è stato ancora ben definita.

Sia per quanto concerne la data entro la quale verrà compiuta questa operazione, che per quanto riguarda la futura destinazione del monumento all'emigrazione.

Da decidere, insomma, se ci sarà o meno un nuovo palcoscenico per questa scultura che, onestamente, ha fatto molto parlare di sè non tanto per il contenuto artistico quanto per le polemiche tra l'artista da una parte e dall'altra istitutizioni e committenti. Una visibilità sempre crescente che, comunque, non si è tradotta in un apprezzamento unanime della cittadinanza lucchese. Dalla Fondazione Cassa di

Risparmio spiegano che per la rimozione non si conoscono ancora i tempi.

Un ritardo – rispetto all’autorizzazione concessa dal Comune – che dipende dall'attesa di un confronto con la locale Soprintendenza, componente della commissione che nel 2019 assegnò il primo premio all'opera dello scultore di Pietrasanta.

Una volta risolto questo primo problema, le attenzioni si sposteranno su quali saranno, come detto, le sorti di questo monumento all'emigrazione lucchese.

A quel punto sarà l'amministrazione, sempre in combinazione con la Fondazione Cassa di Risparmio, a scegliere cosa fare di questa controversa opera.

Traspare un po' di amarezza, invece, dalle parole di Ilaria Del Bianco, presidentessa dell'associazione Lucchesi nel mondo, che nel 2019 donò la scultura alla città dell'arborato cerchio.

«Come associazione, non abbiamo alcuna voce in capitolo su questa vicenda – dpiega la presidente Del Bianco –. Sia le tempistiche dell'eventuale rimozione che la sua nuova casa, non sono di nostra competenza poichè non siamo proprietari della scultura. Cosa ne penso di questo epilogo dopo appena tre anni? Per adesso preferisco non commentare. Quando sarà il momento, lo farò».l


 

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