Sicurezza
Il liberale Marcucci avverte il Pd: «C’è bisogno delle forze riformiste»
Il senatore alla presentazione della sua autobiografia politica con Nardella
LUCCA. Se non fosse per il rischio di apparire vanaglorioso, probabilmente il senatore Andrea Marcucci saprebbe bene quale lettura estiva consigliare al segretario del Pd Enrico Letta: “Io sono liberale”, la sua autobiografia politica, edita da Piemme e scritta assieme al giornalista Giovanni Lamberti. Il titolo suona anche da monito verso un Pd che, secondo il senatore, pende un po’ troppo a sinistra dopo la rottura con Calenda e l’ostracismo verso Renzi. Non è difficile capirlo: «Indipendente dalle mie vicende personali , mi auguro che ci sia un Partito democratico in grado di rispettare le sue origini e di essere il più inclusivo possibile. In particolare verso le forze riformiste perché credo che l’Italia abbia bisogno proprio di questo progetto». Sono queste le parole che il senatore ha dedicato alle prossime elezioni politiche, durante un evento organizzato a Barga, in piazza Pascoli, per presentare la sua fatica letteraria. Presente, guarda caso, il sindaco di Firenze Dario Nardella, altro Dem che guarda più al centro che agli estremi.
L’evento era l’occasione per chiedere a Marcucci di esprimersi sulla sua candidatura alle prossime politiche. Una candidatura che sembra incontrare qualche inciampo. Il segretario Enrico Letta giorni fa aveva posto due condizioni: chi è da più di 15 anni in parlamento va nei collegi uninominali. Secondo, chi va in un collegio uninominale non avrà la rete di protezione del listino proporzionale. La prima regola non riguarda Marcucci, che è in Parlamento da 14 anni e qualche mese, e quindi non ha bisogno di deroghe. L’altra questione invece, sembra creare qualche difficoltà in più. Il politico della Valle, infatti, è in pole position per fare il candidato del collegio uninominale che comprende le province di Massa, Pistoia, Prato e Lucca (esclusi Viareggio, Camaiore e Massarosa). Ma in questo collegio, dove con molta probabilità dovrebbe affrontare nuovamente il senatore Mallegni) i sondaggi danno il centrosinistra 10-12 punti dietro il centrodestra. Considerando che l’alleanza Letta-Calenda nel frattempo è venuta meno, vincere sembra sempre più una mission impossibile ed è difficile pensare che il senatore della Valle, nome pesante del Pd, possa prestarsi a fare da agnello sacrificale senza il paracadute di un posto nel listino proporzionale. Domenica i nodi delle liste saranno sciolti e ieri Marcucci non si è sbilanciato sull’argomento, anche perché le regole di Letta non sembrano più così rigide.
Il senatore, dunque, è a disposizione del partito ma chiede garanzie. Anche dal punto di vista politico, non nascondendo i mal di pancia dopo la rottura con Azione. «Per mesi – ha detto Marcucci – ho sperato che il centrosinistra si presentasse alle elezioni con Renzi e con Calenda. Ora ho l’amaro in bocca e credo che il mancato incontro sia un’occasione persa».
C’è amarezza, dunque, ma l’ipotesi di una sua uscita dal partito, al momento non trova riscontri. Sembra piuttosto che il senatore chieda garanzie: per un posto nel proporzionale, ma anche per ciò che concerne la linea politica dei Dem.
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