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L'incontro

Giustizia, immigrazione, incendi: risponde il procuratore Manzione

Il procuratore capo di Lucca ospite a "Gli Incontri del Principe"
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Il procuratore capo di Lucca ospite a "Gli Incontri del Principe"

«La riforma porterà novità, vedremo se riusciranno a centrare gli obiettivi»

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LUCCA. L’esito della riforma, le politiche dell’immigrazione, la certezza della pena ma anche temi che riguardano ilterritorio provinciale,come le indagini sull’incendio che ha devastato le colline di Massarosa e l’esito del processo d’appello bis sulla strage della stazione. Il procuratore capo di Lucca, dottor Domenico Manzione, è stato l’ospite del nuovo appuntamento condotto da Stefano Zurlo nel quadro del cartellone “Gli Incontri del Principe” voluti dalla proprietà del Grand Hotel Principe di Piemonte con il patrocinio del Comune di Viareggio.

Manzione, già alla procura di Lucca come sostituito, è tornato per assumere la responsabilità di tutti gli uffici dopo incarichi anche governativi. È stato sottosegretario al ministero degli Interni per una legislatura (2013 - 2018). Sul palco di piazza Maria Luisa e di fronte a un folto e attento pubblico, le prime domande di Zurlo a Manzione hanno riguardato vicende legate al territorio.

«Per l’incendio di Massarosa ci sono indagini in corso. Di solito da soli i roghi non scoppiano e bisogna capire se sia un atto doloso o colposo – ha spiegato Manzione –. Abbiamo chiamato da Roma esperti di inneschi, a noi risulta che il fuoco si sia propagato da un solo punto». Sul processo d’appello bis sulla strage della stazione ferroviaria di Viareggio, ha spiegato il procuratore capo: «L’unica cosa che potevamo fare e che abbiamo fatto era assicurare la continuità all’organo di accusa nell’ambito del secondo grado di giudizio. È stata garantita la continuità rispetto all’esercizio dell’azione penale. È comprensibile che chi è vittima abbia aspettative ma è necessario assicurare il corretto svolgimento di un iter giudiziario che garantisca i diritti di tutti i soggetti coinvolti. In questo caso il quadro generale è molto complesso per la presenza di soggetti e società italiane ed esteri».

L’introduzione della riforma della giustizia si è inserita in un periodo caratterizzato dall’esito deludente del referendum. «La riforma porterà novità – ha detto Manzione – e vedremo se riusciranno a far centrare gli obiettivi che questa riforma si prefissa. Lo scioglimento delle Camere e l’ordinaria amministrazione non aiuta. Non è preciso chiamarla “riforma Cartabia”, lo ha detto anche il ministro. È una riforma che tiene conto delle esigenze dei partiti che sostenevano il governo Draghi».

Zurlo ha chiesto come i problemi più significativi riguardino i tempi dei processi e la carenza del personale. «I tempi lunghi – ha risposto Manzione – riguardano l’Appello e l’idea radicata è che si debbano fare meno processi per smaltire la grande mole dell’arretrato. Con il previsto ingresso di sedicimila persone ci saranno forze fresche e il nuovo processo dovrebbe durare meno. L’idea sarebbe avere meno processi che durano per intero e un ricorso più massiccio ai riti alternativi ma l’esperienza ci dice che sino a questo momento non è stato così».

Rispondendo a domanda dell’intervistatore, Manzione è tornato alla sua attività governativa. «Un’esperienza bellissima, entusiasmante anche se molto faticosa e molto poco redditizia dal punto di vista economico. Le mie deleghe riguardavano immigrazione, cittadinanza, ristoro per i fatti violenti e la presidenza della Commissione pentiti».

Sull’immigrazione Zurlo ha ricordato che uno dei temi al centro della campagna elettorale è il blocco navale proposto da Giorgia Meloni. «Il blocco navale dal punto di vista delle direttive internazionali è impraticabile. Ho ascoltato delle parole di buonsenso da parte del governatore del Veneto Luca Zaia che ha tracciato un quadro equilibrato sulla gestione dell’immigrazione, individuando differenze significative tra chi ha diritto di restare nel nostro Paese e chi invece vìola le regole di convivenza civile. La realtà è più complessa degli slogan».

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