Il Tirreno

Lucca

I servizi sociali del Comune si dotano di due psicologhe

Il municipio di Capannori
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Il municipio di Capannori

La prima entrerà in servizio domani, la seconda a ottobre

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CAPANNORI. Il benessere di una persona passa da tanti elementi: la salute, le condizioni socioeconomiche, e così via. E a tutti, nessuno escluso, può capitare di trovarsi ad attraversare, per i più disparati motivi, momenti di difficoltà nella propria vita, e di non sapere bene cosa fare o a chi rivolgersi. Per questo esistono i servizi sociali, probabilmente la più importante tra le attività della pubblica amministrazione.

Dalla casa alle bollette, dal pasto all’assistenza sanitaria, sono molte le necessità cui i servizi sociali, spesso tra mille difficoltà e talvolta anche sopportando critiche, devono far fronte: bisogni materiali, immediati. Ma non sono gli unici aiuti di cui molte persone hanno bisogno. A volte è lo spirito che ha bisogno di essere nutrito, la famosa “parola di conforto” degli operatori che a volte ha lo stesso effetto di una medicina. Ecco, su lato “psico” del concetto di benessere psicofisico ha scelto di lavorare il Comune di Capannori che, come anticipato da un servizio del Tirreno dello scorso autunno ha deciso di dotare, in pianta stabile, la struttura dell’ufficio servizi sociali di due psicologi.

Allora eravamo nella fase di preparazione del bando per l’assunzione, adesso quel bando si è chiuso, e due psicologhe entreranno, con un contratto a tempo indeterminato, nella pianta organica del Comune: la prima, Elisa Pierallini, prenderà servizio già domani, la seconda, Irene Patassini, lo farà dal primo ottobre. Con quest’ingresso Capannori sarà tra i pochi Comuni in Italia, e tra i pochissimi delle sue dimensioni (se non l’unico), a dotare i propri servizi sociali di questa prestazione in modo strutturato e continuativo. «Questo compito finora era svolto attraverso cooperative da psicologi esterni – spiega l’assessore ai servizi sociali Matteo Francesconi – con il rischio, ogni tot mesi, di cambiare persone, e di dover ripartire da zero nel rapporto con gli assistiti». Insomma, una situazione che rischia quanto meno di ridurre i benefici di questo servizio.

«Fra l’altro – aggiunge l’assessore – da un punto di vista meramente economico, in questo modo, in fondo all’anno, si spende anche un qualcosina in meno, ma non è certo questo l’aspetto più importante. Ciò che conta veramente è che in questo modo riusciamo a migliorare la qualità del servizio, con un percorso a lungo termine».

Questo perché l’assistito avrà sempre un riferimento ben preciso, stabile, senza correre il rischio di dover iniziare un nuovo percorso a distanza di pochi mesi. La presa in carico di chi si rivolge ai servizi sociali è un lavoro multidisciplinare. Un lavoro di equipe, come spiega l’assessore, dove lo psicologo lavora assieme all’assistente sociale, all’educatore, e all’amministrativo, ognuno chiamato a intervenire in base a quella che è, o quelle che sono, le specifiche esigenze dell’assistito. E quella dell’assistenza psicologica non è un aspetto da mettere in secondo piano rispetto agli altri: «Al contrario, – chiude Francesconi – è un servizio molto, molto, molto utile. Soprattutto in questo periodo, in cui veniamo da due anni difficili per tutti noi. Preoccuparsi di questo aspetto è un segno di vicinanza al cittadino, è un servizio che si caratterizza soprattutto per due aspetti: la prevenzione e l’innovazione».l

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