Il dolore
Piazzano, si rientra a casa
Revocata l’ordinanza di sgombero per la frazione che era stata lambita dall’incendio La task force del ministero lavora su più ipotesi per individuare la causa del disastro
LUCCA. L’incubo è finito ieri sera, poco dopo le 20. Quando è stata firmata la revoca dell’ordinanza di evacuazione ddel paese di Piazzano. Così le circa 150 persone che da mercoledì sera avevano dovuto allontanarsi da casa sono potute rientrare nelle proprie abitazioni.
L’evacuazione di Piazzano era stata decisa per precauzione, dopo che le fiamme dell’enorme incendio divampato lunedì sera a Massarosa, spinte dal vento, si erano avvicinate all’abitato di Fibbialla (nel comune di Camaiore), a breve distanza da Piazzano stesso.
In particolare, a risultare nella situazione più critica erano alcune case e azienda più “discoste” dal centro della frazione. Mercoledì sera, comunque, in via precauzionale il sindaco Mario Pardini avva firmata l’ordinanza di sgombero, aprendo contemporaneamente un dormitorio nella palestra della scuola medie Custer De Nobili a Santa Maria a Colle. Struttura, questa, che è stata utilizzata soltanto da poche persone, visto che la stragrande maggioranza degli abitanti ha trovato una sistemazione da parenti e amici.
Ieri, dopo una riunione nel pomeriggio in prefettura che ha fatto il punto sulla situazione, la decisione di chiudere questa fase dell’emergenza e il sospiro di sollievo degli abitanti.
E ieri è stata anche un’altra giornata di lavoro per la grande macchina-spegni fuoco: gli ettari di bosco e uliveti andati in fumo sono stati rivisti al rialzo e hanno raggiunto quota 908, dei quali qualche decina all’interno del territorio comunale di Lucca.
Intanto, ha lasciato le zone del rogo il Niab, il Nucleo investigativo antincendi boschivo di Roma che si occupa del compito di dare una spiegazione (e, nel caso di dolo, un volto) a questa tragedia.
Resta top secret cosa i carabinieri forestali del Niab abbiano trovato su quel poggio per la via di Chiatri da cui tutto è cominciato resta: ma trapela qualche dettaglio su come abbiano fino a ora proceduto. Certo è che l’ipotesi su cui stanno lavorando non è una ma sono più di una. È inoltre pressoché concluso il capitolo di valutazione dell’evento, ovvero come l’incendio si è sviluppato, messo a punto con l’ausilio delle immagini catturate dal satellite. Sono le dimensioni dell’inferno di fuoco – alla fine ha corso per 19 chilometri – che complicano tutto: se l’incendio fosse stato più circoscritto e di origine colposa – causato, per esempio, da un folle che ha deciso di ripulire il canneto o l’orto, bruciandone poi i residui vegetali – oggi probabilmente avremmo il nome del responsabile.
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