Sicurezza
Lucca, politica e imprenditoria in lutto per la morte di Giuliano Nieri
E’ stato tra i primi esponenti di Forza Italia e vicepresidente della Fondazione Banca del Monte
LUCCA. Lutto per la scomparsa all’età di 93 anni di Giuliano Nieri, imprenditore e personaggio notissimo a Lucca. Nieri ha ricoperto anche il ruolo di vicepresidente della Fondazione Banca del Monte ed è stato attivo nell’associazionismo come membro del Rotary.
I funerali di Nieri, che lascia sei figli, si terranno nella mattinata di mercoledì 20 luglio alle 10.30 nella chiesa di San Marco.
Cordoglio per la morte di Nieri è arrivato dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia Vittorio Fantozzi: “Giuliano Nieri è stato un punto di riferimento per il Centrodestra a Lucca, fra i fondatori di Forza Italia a Lucca e vicepresidente della Fondazione Banca del Monte di Lucca. Uomo politico e imprenditore molto apprezzato, con lui se ne va un pezzo importante della memoria storica della città. Ci stringiamo attorno alla famiglia a cui esprimiamo le più sentite condoglianze”.
A ricordare Nieri anche il senatore Massimo Mallegni, che con lui ha condiviso dall’inizio la storia di Forza Italia: “Ho conosciuto Giuliano nel 1994, un grande imprenditore che in quel periodo, già uomo di esperienza politica vissuta nella Democrazia Cristiana, decise di far nascere Forza Italia a Lucca e in poco tempo a farla diventare il primo partito della città. Elesse un senatore e il presidente della Provincia e consentì a tanti giovani come me di guardare alla politica con passione e tanta speranza di poter cambiare le cose. Giuliano mi ha accompagnato in tutto il mio percorso politico, mi è sempre stato vicino e mi ha sempre dato dei buoni consigli e ogni tanto mi ha rimesso sulla buona strada con buoni rimproveri da uomo serio e determinato”, racconta il parlamentare azzurro. “Nonostante la veneranda età ha portato il proprio contributo alla vita politica del nostro territorio fino a due giorni fa. Ha lavorato per eleggere Mario Pardini e si preoccupava delle sorti dell’Italia in questa folle crisi estiva. Ci sentivamo ogni giorno e anche più volte al giorno: era un Uomo di altri tempi, con principi sani e poco incline ai quaquaraquà. È stato amato dalla sua numerosissima famiglia, dai suoi figli, dalle sue figlie e dai suoi tantissimi nipoti. Da qualche anno aveva perso la sua amata moglie di cui spessissimo parlava. Insomma, era un grand’uomo e sono stato fortunatissimo ad averlo conosciuto e frequentato negli ultimi quasi trent’anni. Per me è stato un grande insegnamento di vita e di politica. Volevo bene a Giuliano e mi mancherà tantissimo come mancherà a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
