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Lucca

Dà fuoco a una casa per un debito e fugge. Fermato a Bologna

Dà fuoco a una casa per un debito e fugge. Fermato a Bologna

L’incendio in un’abitazione di Santa Maria a Colle

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LUCCA. Per una questione di soldi dà fuoco a una casa, poi fugge a Bologna ma qui viene arrestato dalla polizia.

È una vicenda con molti contorni ancora da chiarire quella che nel pomeriggio di lunedì ha portato la Squadra Mobile di Lucca a Bologna, dove gli investigatori hanno eseguito il fermo di un cittadino tunisino di 25 anni, irregolare sul territorio nazionale, con precedenti per rapina, resistenza a pubblico ufficiale e reati in materia di stupefacenti, gravemente indiziato dell’incendio dell’abitazione di un 50enne italiano, apparentemente incensurato. Il fatto in questione è avvenuto sabato 16 luglio, in un’abitazione di Santa Maria a Colle dove il 50enne italiano vive con la famiglia. Per fortuna in quel momento nessuno si trovava in casa.

L’incendio era scoppiato di mattina. Vedendo fuoriuscire del fumo dal tetto e dalle finestre della casa, un terratetto su due piani, una vicina chiama i pompieri. Il pronto intervento dei vigili del fuoco evita che il rogo attinga le abitazioni confinanti, mentre l’appartamento in cui si sono sviluppate le fiamme risulta piuttosto malmesso.

Nel frattempo, gli investigatori della Mobile, sulla base delle prime informazioni acquisite sul posto, si attivano e concentrano subito l’attenzione su un giovane tunisino che, negli ultimi giorni, in più di un’occasione ha avuto delle discussioni con l’occupante dell’appartamento.

Un testimone racconta di aver visto fuggire dall’appartamento un uomo subito dopo l’inizio dell’incendio e quando gli viene mostrata la foto del tunisino lo riconosce. In accordo con la Procura partono le ricerche dell’indagato, che però risulta irreperibile per tutto il fine settimana. Non lo si trova in nessuno dei luoghi solitamente frequentati tra Lucca e la provincia, sia da lui che dalla compagna. Gli investigatori notano che è sparita anche la macchina solitamente utilizzata dalla coppia. Nel frattempo, si scopre che il ragazzo in passato ha vissuto a Bologna e così le attenzioni della Squadra Mobile si concentrano su quella provincia. Viene quindi allertato personale della questura di Bologna, raggiunto da equipaggi della Squadra Mobile di Lucca.

L’intuizione degli investigatori si rivela giusta: intorno alle 14 di lunedì, nelle adiacenze della stazione degli autobus, il tunisino viene rintracciato e bloccato. Ha con sé una borsa con alcuni indumenti e sul cellulare ha copia elettronica di un biglietto autobus per Parigi. Partenza prevista alle 14.40.

Condotto in questura viene sottoposto a ulteriori accertamenti, dai quali emerge che dopo essere stato espulso con accompagnamento in Tunisia alla fine del mese di luglio 2019, ha fatto rientro clandestinamente in Italia. Sussistendo il fondato motivo per ritenere che lo straniero fosse in procinto di darsi alla fuga, vengono informate le procure di Bologna e Lucca, con quest’ultima che emette un provvedimento di fermo a carico dell’indagato. Ora l’uomo si trova in carcere a Bologna, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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