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Dante Unti protagonista in Rai: la storia del deportato di Porcari a “Italia in guerra”
L’ultracentenario ha raccontato i 20 mesi di prigionia a Stablack
Porcari La testimonianza dell’ultracentenario Dante Unti (102 candeline) sarà uno dei momenti più toccanti di "Italia in guerra", il documentario prodotto da Rai Storia che racconta le vicende del nostro Paese nel secondo conflitto mondiale. La messa in onda di questo cortometraggio, da capire se si dipanerà nell'arco di una o più puntate, è prevista, salvo modifiche di palinsesto, per il prossimo 12 novembre. Una troupe della tv di Stato, capitanata dal regista Pasquale D'Aiello, ha incontrato Unti nell’abitazione di Rughi. La sua esperienza – dal settembre 1943 all'aprile 1945 – all'interno del campo di concentramento polacco di Stablack rappresenta un tesoro culturale che le nuove generazioni non devono disperdere. Proprio l'esempio del “sarto di Rughi”, cosi è conosciuto Dante Unti per via della professione che ha svolto sin da ragazzino, è il simbolo di chi non volle chinare la testa di fronte ai nazisti all'indomani dell'8 settembre 1943, quando venne proclamato dall'allora capo del governo, il maresciallo Badoglio, l'armistizio con le truppe alleate. Una scelta che gli costò, come detto, il prezzo della libertà venendo spedito, assieme ad altri trentamila deportati, in un lager in quanto i.mi. (internato militare italiano).
In quei quasi due anni di prigionia, agli occhi dei tedeschi Unti non aveva più un nome bensì era semplicemente un numero, per la precisione l'11.512. Quel periodo è stato al centro delle due ore nelle quali Unti, con grande lucidità, ha ripercorso giornate difficili ma intrise anche di reciproco sostegno tra i prigionieri. «La possibilità di questa intervista è nata dopo che il regista D’Aiello aveva contattato il sindaco Leonardo Fornaciari – spiega Moreno Unti, uno dei figli di Dante –. Già nei mesi scorsi mio padre aveva avuto modo di essere il protagonista di una tesi di laurea di uno studente del dipartimento di Storia dell'università di Padova.
Le sue testimonianze erano incentrate, su precisa richiesta del regista, sul periodo 1942-1943 e sugli oltre 20 mesi vissuti tra le recinzioni del campo di concentramento di Stablack. Oltre a mio padre, i protagonisti di “Italia in guerra” saranno altri due militari dell'epoca: non sappiamo ancora come verranno montate queste testimonianze».
Anche Leonardo Fornarciari, primo cittadino di Porcari, era presente alla registrazione tenutasi due giorni fa. Lo scorso 27 gennaio, proprio su invito dello stesso Fornaciari, Dante Unti aveva raccontato la sua storia agli studenti della scuola media Enrico Pea. «Dante rappresenta un vanto non solo per il nostro Comune ma per tutta la Provincia di Lucca- dice Fornaciari –. Provo un immenso piacere nel sapere che la testimonianza del nostro concittadino sia diventata un prezioso documento destinato alla ribalta nazionale. Quello che mi stupisce di Unti è la vitalità con cui ripercorre dettagliatamente quell'anno e mezzo che D'Aiello vorrà evidenziare nel documentario».
Fornaciari non vuole spoilerare lo speciale prodotto da Rai Storia, canale 54, ma sottolinea due episodi che evidenziano le difficoltà oltrepassate da Unti. «Sopravvivere al campo di Stablack, dove gli internati lavoravano più di 12 ore al giorno in terribili condizioni igieniche, è eroico – chiosa il sindaco –. In diverse occasioni Dante ha spiegato come fossero costretti a cercare, di notte, qualcosa da mangiare tra i rifiuti. Solo chi ha avuto un forte spirito è riuscito a tornare. Dante è l'eroe di Porcari». l
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