Proteste
Bartolini, il carabiniere al servizio della gente
Si è congedato da generale dell’Arma dopo 40 anni di attività. Da ufficiale dei corazziere ha evitato la “doccia” a Cossiga
L’Arma dei carabinieri si serve, guai a servirsi di quella gloriosa divisa. Una frase che da sola racchiude lo spirito e gli ideali che animano chi l’ha pronunciata. Quel mantra porta la firma di uno dei pochissimi carabinieri lucchesi arrivato a ricoprire il grado di generale: Franco Bartolini, 60 anni, collocato a riposo il 30 giugno scorso nel giorno del suo compleanno. Una carriera lunga quasi 40 anni ricoprendo numerosi incarichi supportato e sopportato dalla moglie Agnese, silenziosa compagna capace di coniugare alla perfezione il motto tanto caro all’Arma: «Nei secoli fedele». Tra le sue esperienze professionali più significative tre anni trascorsi come ufficiale dei corazzieri e quattro alla Compagnia dei carabinieri di Palermo Centro dove si respirava ancora l’aria delle stragi di mafia che avevano insanguinato la Sicilia e minato la credibilità istituzionale del Paese all’inizio degli anni Novanta e gli inquirenti stavano cercando il super latitante Bernardo Provenzano.
Da Lucca a Roma Franco nasce a Lucca e vive tra S. Marco, S. Donato e S. Anna, il maggiore di tre fratelli (gli altri sono Luca e Marco, responsabile per Lucca della concessionaria di pubblicità Manzoni) e figlio di due impiegati: Vittorio e Rosi. Non è chiaro se carabinieri si nasce o si diventa. Di certo c’è che Franco, un ragazzo alto più di un metro e ottanta, forte, fiero e sempre sorridente sin da adolescente vuol entrare nell’Arma. Vuol indossare una divisa per servire il suo Paese. Nel 1983 entra all’Accademia Militare di Modena e due anni dopo alla scuola ufficiali a Roma.
La carriera Nel 1987 ecco il primo incarico: comando plotone scuola ufficiali carabinieri a Vicenza. Due anni dopo comandante del nucleo operativo dei carabinieri a Bologna centro. Poi con il grado di capitano nel 1991 la svolta inattesa: di ufficiale del reggimento dei Corazzieri a guardia del Quirinale e al servizio della presidenza della Repubblica. Un’esperienza straordinaria a cavallo tra Francesco Cossiga e Oscar Luigi Scalfaro.
Il bagno evitato Speciale il rapporto instauratosi con il presidente “picconatore”. In una circostanza, a Bologna, durante una visita istituzionale, l’ufficiale si accorge che una persona si sta avvicinando all’auto presidenziale con fare minaccioso. Cossiga sta per scendere quando il carabinieri intuendo il pericolo lo spinge dentro proprio nel momento in cui l’uomo lancia un secchio d’acqua all’indirizzo del Capo dello Stato. Morale? Sull’abito del Presidente neanche una goccia, mentre il corazziere è inzuppato fradicio. Durante un viaggio verso il sacrario militare di Redipuglia in Friuli-Venezia Giulia, Bartolini che precedeva in moto il corteo presidenziale trovò sull’asfalto una macchia d’olio e cadde a terra. Cossiga fece fermare l’auto blindata e si sincerò che il capitano i non si fosse fatto male». Tra i tanti capi di Stato e personalità che ha avuto molto d’incontrare durante la sua carriera nell’Arma è rimasto colpito dal carisma e dall’energia che trasmetteva Papa Giovanni Paolo II.
Da Palermo a Siena Dopo l’esperienza al Quirinale dal 1993 al 1998 eccolo a Velletri: comandante della Compagnia. Un periodo contrassegnato dalla nascita del figlio Carlo Alberto, oggi ventottenne che vive e lavora a Berlino, a cui seguono quattro anni intensi a Palermo come maggiore dei carabinieri in prima fila nella lotta alla criminalità organizzata con arresti eccellenti e un impegno 24 ore su 24. Dal 2002 al 2013 il tenente colonnello Bartolini è al Comando Generale di Roma e poi sino al 2013 al 2015 diventa comandante provinciale a Siena. Per cinque anni l’ormai colonnello diventa Capo di StatoMaggiore della Regione Umbria e negli ultimi due anni eccolo a Firenze come Capo di Stato Maggiore della Legione carabinieri Toscana. Un comandante autorevole senza essere autoritario, in grado di ascoltare i suoi carabinieri grazie anche ai suoi studi di psicologia. Oggi da pensionato torna alle sue radici: si gode la sua Lucca dedicandosi al giardinaggio, alla cura del suo oliveto, mantenendosi in forma correndo e si rilassa davanti alla tv con un film d’azione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
