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Lucca

Luminara, prove di normalità

Luminara, prove di normalità

Aperta la possibilità per enti e associazioni di iscriversi alla processione di settembre Per la diocesi si può tornare (con cautela) a un’edizione come quelle del pre-Covid

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LUCCA. Si prova a ripartire, anche con la Luminara di Santa Croce, dopo l’edizione ranghi ridotti (soltanto 700 persone ammesse al corteo) del 13 settembre 2021.
Il Comune, infatti, ha aperto le “iscrizioni” per le realtà che hanno intenzione di sfilare nel tradizionale percorso da San Frediano alla Cattedrale di San Martino.
Questo obbligo riguarda le tre parti nelle quali è suddivisa la processione. Quindi sia per il corteo religioso (le Parrocchie, le Confraternite, i Gruppi cattolici, le Associazioni di volontariato e le Filarmoniche e i Gruppi corali a sostegno del canto dei fedeli), il corteo civile (Enti pubblici, istituzioni, uffici governativi, regionali e provinciali, rappresentanze del mondo economico, sociale, culturale, militare e sportivo), il corteo storico (gruppi e associazioni in costume storico).
Ognuna di queste tre articolazioni ha il suo referente (rispettivamente la curia, l’ufficio di gabinetto del sindaco e l’ufficio cultura del Comune), ma comunque a fare da collettore per tutte le domande resta l’amministrazione comunale. Per richiedere la partecipazione bisognerà riempire il modulo elettronico sul sito del Comune entro il prossimo 20 agosto. E le settimane che verranno saranno fondamentali anche per il lavoro del Comitato per la Santa Croce (composto da rappresentanti del Comune e della diocesi) che dovra definire il volto della prossima Luminara, soprattutto dal punto di vista delle restrizioni da togliere o (come nessuno si augura) da mantenere.
Dal punto di vista della diocesi, già dopo la cessazione dello stato di emergenza, la Conferenza episcopale italiana ha diramato una nota nella quale si indicava la possibilità di riprendere normalmente le processioni, pur con il mantenimento di raccomandazioni per la cautela nei comportamenti. Dal punto di vista di piazzale Arrigoni, dunque, con tutte le precauzioni del caso è fattibile una processione “normale”, ma rimangono due punti da affrontare. Il primo è rappresentato dall’evoluzione della pandemia nei prossimi mesi e dallo scenario nel quale ci troveremo a inizio settembre. Il secondo è costituito dalla posizione del Comune che dovrà essere messa sul tavolo dopo la formazione della nuova giunta Pardini.
Intanto, sempre in tema di Santa Croce, la formazione “Per Lucca e suoi paesi” riporta (polemicamente) l’attenzione sulla questione dell’utilizzo dei lumini a Led. «Come abbiamo visto l’anno scorso – si legge in una nota – , con un errore di enorme portata, tutti i lumini, salvo rare e lodevoli eccezioni, sono stati sostituiti da lampadine a Led. Per quanto riguarda l’effetto scenico, le luci a Led appaiono fredde e bianchicce, mentre il tremolio è visibilmente artefatto e ben diverso da quello dei lumini a cera». Per questo, Per Lucca sostiene che «si deve subito, da oggi, programmare la prossima luminara che deve essere contrassegnata dal ritorno alle luci a cera. Si può anche ammettere l’uso transitorio di qualche lumino a Led sulle parti più alte e scomode delle facciate, ma tutti i negozi, le finestre dei piani terreni, e le facciate delle grandi chiese dovranno tornare subito alla cera o alla luce a olio».

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