Italia
Il diario di viaggio della Torretta Bike sulla Via del Lupo
Finita l’avventura dei ciclisti porcaresi. Tra la bellezza dei monti e le ferite del sisma
PORCARI. L’avventura è finita, e i partecipanti al giro estivo 2022 della Torretta Bike hanno sì tanto acido lattico nelle gambe, ma soprattutto hanno tanta bellezza negli occhi, quella che il gruppo di appassionati dell’associazione sportiva (ma a forte trazione sociale) di Porcari ha incontrato nel suo tour i “La Via del Lupo”: quattro giorni sulle due ruote in mezzo alla natura dei Monti Sibillini, tra l’Umbria e le Marche. Un viaggio dove c’è stato anche il tanto atteso incontro con il lupo, anche se l’unico rappresentante della natura selvaggia a creare qualche problema è stato un calabrone. Ed ecco quel viaggio, raccontato dagli stessi protagonisti.
Primo giorno (giovedì 7). Tutto ok per i ciclisti sulle tracce del lupo e, dobbiamo dire, il nome del tour è stato appropriato in quanto un lupo è apparso in una radura poco dopo la partenza quasi avesse voluto salutare e rendere omaggio agli intrepidi della Torretta Bike. Partenza in salita attraverso la parte vecchia di Visso purtroppo devastata dal sisma del 2016 e per la maggior parte del tutto abbandonata. Le case sostenute da puntelli in legno oppure ingabbiate con tiranti di acciaio, faceva assumere al paese, circondato dal silenzio, un’aria spettrale. Dopo il primo smarrimento il gruppo ha cominciato a inerpicarsi prima sulle strade asfaltate dell’Appennino e poi sulle strade sterrate in direzione lago di Fiastra. Il sentiero del Grande Anello dei Monti Sibillini ha subito messo tutti a dura prova in quanto letteralmente impedalabile. Le bici sono state spinte lungo i boschi per quasi un’ora prima di arrivare su una bellissima sterrata in salita verso la cima Coppi della tappa, a quota 1.600, dove il gruppo ha fatto una pausa spuntino in un rifugio ormai in disuso. A questo punto una discesa infinita su strada bianca di oltre 10 km, ci ha gettato letteralmente nel bellissimo Lago di Fiastra dove finalmente tutti hanno assaporato una meritata birra fresca dopo una giornata sotto il sole cocente a temperature sempre abbondantemente sopra i 30 gradi.
Secondo giorno (venerdì 8). Tappa portata a termine con oltre 60km percorsi e 1.700 metri di dislivello. Partiti dal lago di Fiastra di buon’ora, dopo una notte tormentata dal maltempo, i ciclisti porcaresi hanno subito capito che la giornata sarebbe stata molto diversa dal giorno precedente a livello di temperature. I temporali della notte avevano abbassato la temperatura di oltre 15 gradi costringendo tutti a portare negli zaini dotazioni quasi invernali. La prima lunga salita ci ha portato al paesino di Pintura dove un caminetto acceso in un ristoro ha riscaldato tutti insieme con caffè e thè caldi serviti dalla simpatica Giovanna. E poi ancora su verso Garulla Superiore, un piccolo borgo dove abbiamo assaporato le delizie di Nonnu Luí, un’azienda agricola che produce squisiti formaggi di capra e dove abbiamo assaggiato affettati e vini locali. Il locale completamente ristrutturato dopo il sisma merita sicuramente una sosta vista anche la gentilezza e la disponibilità di Ilaria la proprietaria. Completata la discesa verso Amandola la comitiva ha scalato la lunga saluta verso Montemonaco prima di arrivare all’arrivo della tappa nella frazione Le Tofe.
Terzo giorno (sabato 10). Partenza da Le Tofe. Nei pressi di Montemonaco il gruppo ha avuto due nuovi arrivi quello di Diego e di Matteo riunitisi la sera precedente. La salita dura con 500 metri di dislivello su sentiero nel bosco ha messo subito tutti a dura prova fino a Monte Propezzano, a 1.016 metri. Sempre su un sentiero molto ripido su strada bianca abbiamo proseguito verso Monte Oialona fino al paese di Castro. Temperatura fresca, con 18 gradi molto ventosi. Una salita lunga di 6 km, la seconda della giornata, ci ha portato da 800 a 1.300 metri dove abbiamo fatto la prima sosta per uno spuntino. Poi la discesa tecnica , molto bella, nel bosco fino alla strada provinciale Forca di Presta e risalita fino al rifugio Mezzo Litro. Qui una parte del gruppo ha deciso di affrontare gli ultimi 3 km per arrivare alla Forca di Presta, luogo bellissimo e molto panoramico meta anche di moltissimi motociclisti. Arrivati in vetta Franco, Giorgio, Fabio, Gianluca, Daniele e Giovanni, per ritornare al rifugio hanno deciso di farlo attraverso un ripido sentiero in contropendenza praticato solo a piedi. Percorso difficile, ma stupendo come stupenda è stata tutta l’ennesima giornata di tour passata tutti assieme. In totale 40 km e 1.400 mt di dislivello.
Quarto giorno (ieri). Conclusa alle 14 con l’arrivo a Visso l’impresa dei bikers della Torretta Bike. Il tour è stato portato a termine con successo senza incidenti e senza grossi inconvenienti, se si esclude una puntura di un grosso calabrone sul capo di Gabriele che ha costretto a una sosta forzata per le cure del caso. La partenza dal rifugio Mezzi Litri in prossimità della Forca di Presta è avvenuta presto per concludere la tappa in orario consono per il ritorno. In partenza il Moro, reduce dalla fatica del giorno precedente, ha dimenticato le gambe nella legnaia e a stento è riuscito a ripartire nel gelo della mattina. Raggiunto il belvedere superata la Forca di Presta, il gruppo attraverso sentieri spettacolari in saliscendi, ha aggirato completamente il monte Vettore dirigendosi verso la conca che sottostà a Castelluccio di Norcia. Il panorama della conca vista dall’alto è una vera e propria meraviglia come dimostrano le centinaia di turisti, di bus e di moto incontrati a fotografare le fioriture delle lenticchie. Sosta a Castelluccio per un panino con affettati locali e birra artigianale e poi ultima salita verso la forca di Gualdo dove si trova la chiesetta della chiesetta di Santa Maria dell’icona. È stata questa l’ultima fatica del gruppo, poi un’infinita discesa di 18 km ha concluso in bellezza il 22° tour del team porcarese in luoghi martoriati dal terremoto e purtroppo ancora poco conosciuti, ma di una bellezza mozzafiato.
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