Attenzione
Tutor, il “no” del comitato: «Le multe vanno annullate»
I firmatari della petizione: «Ci sentiamo discriminati»
LUCCA. Le multe del tutor sulla Morianese vanno annullate, non semplicemente rateizzate. Lo sostiene il comitato che ha raccolto oltre 500 firme contro l’impianto. Una strada tutta in salita, visto che il tutor è stato autorizzato dalla prefettura ed è quindi considerato funzionante a norma di legge.
In ogni caso i firmatari della petizione ricordano che sono arrivate centinaia di multe, «concentrate in particolare tra gli stessi residenti. Tutte notificate dopo un mese e mezzo dalle infrazioni, tutte a pacchi di 4, 5, 10, 16, 20 e oltre, con intimazione a pagare entro 5 giorni pena l’aumento o il raddoppio. Non abbiamo avuto il tempo di comprendere il reale funzionamento dei tutor».
I firmatari contestano che «questo nuovo sistema è stato utilizzato nella nostra strada di campagna circondata da frutteti e campi, in un tratto di soli 827 metri sui totali sei chilometri, dotato di ampia visibilità e regolarità del fondo stradale. Solo un ultimo pezzetto di pochi metri verso nord prevede alcune abitazioni ai lati. Per poi finire e far iniziare la parte costeggiata da centri abitati, negozi e scuole. Ma in quei punti non ci sono autovelox, la zona rimane completamente scoperta da qualsiasi dissuasore di velocità. Ci è stato spiegato che i tutor sono stati installati a seguito di tragedie e per evitare altre tragedie, ma in quegli 827 metri l’incidentalità non è tale da giustificare uno strumento così repressivo come il tutor. Ci è anche stato detto che da ora in poi questi tutor saranno accesi solo in alcune fasce orarie e che le multe verranno dilazionate “a chi è in difficoltà”. Quasi come a dire che un errore di valutazione forse c’è stato ma ormai è andata e bisogna pagare lo stesso. Probabilmente si tratta di ammortizzare anche il costo elevato dell’impianto. Se le multe ci fossero state consegnate dopo 15 giorni dalle prime infrazioni, sicuramente avremmo avuto il tempo di capire che la nostra guida, pur prudente, era sanzionabile proprio per la precisione chirurgica dello strumento».
I cittadini credono di essere «vittime di un’ingiustizia, perché i cittadini di fronte alla legge devono essere tutti uguali, e non penalizzati maggiormente in un territorio rispetto ad un altro. Siamo stati cavie di un sistema nuovo, mai sperimentato prima in paesi di campagna, e soprattutto vi sono a nostro parere delle incongruenze: il tratto interessato presenta due intersezioni che possono tranquillamente far evitare il controllo e pertanto il tema della sicurezza non viene garantito assolutamente. Inoltre il piazzamento non ha alcuna logica, perché una volta superato il controllo si può viaggiare a velocità più sostenuta perché non c’è alcun autovelox».
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