Il Tirreno

Lucca

Via Francigena patrimonio Unesco firmato il protocollo fra Regioni

Un pellegrino lungo la Francigena
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Un pellegrino lungo la Francigena

Una grossa opportunità turistica che riguarda da vicino anche Altopascio

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ALTOPASCIO. Tutti, in tutto il mondo, conoscono quello di Santiago di Compostela, un cammino della devozione percorso ogni anno da centinaia di migliaia di persone, con una tendenza in crescita che solo negli anni della pandemia ha subito una brusca inversione di tendenza. Ma non meno carichi di storia, anzi, sono altri percorsi che, seguendo i tragitti dei pellegrini, possono diventare un richiamo per gli appassionati, anche questi in grande crescita, del turismo lento , anche al di là della comunque significativa componente religiosa. E il più famoso di questi cammini è sicuramente rappresentato dalla Via Francigena: il percorso che partendo da Canterbury, in Gran Bretagna, arriva sino a Roma (da dove poi prosegue verso la Puglia seguendo il percorso di chi voleva continuare alla volta della Terrasanta). E proprio la Lucchesia rappresentava, in passato come oggi, una tappa fondamentale per i Pellegrini, non un semplice punto di passaggio. In particolare, in questo senso, è Altopascio a rivestire un ruolo particolarmente importante, essendo una delle 18 municipalità europee che fanno parte dell’ufficio di presidenza dell’Aevf (l’Associazione europea della Via Francigena), e tra le località che puntano sullo storico cammino per la promozione turistica.

E di via Francigena si è parlato mercoledì a Firenze quando di fatto è stata ufficializzata la candidatura della Francigena al riconoscimento Unesco di Patrimonio dell’Umanità. E, se raggiunto, non si tratterebbe di un mero riconoscimento formale, almeno a giudicare dai precedenti. Ritornando all’esempio dell’inizio il Cammino di Santiago quel riconoscimento lo ha avuto quasi trenta anni fa, nel 1993, e anche questo (accompagnato certo anche da una buona campagna promozionale per farsi conoscere) ha contribuito a quella crescita esponenziale di pellegrini che si sono avventurati lungo il percorso che porta a Santiago, passati dalle poche migliaia del 1992 ai quasi 350mila del 2019, ultimo anno pre pandemia. La crescita è stata continua ma non costante: nel 1993, anno della proclamazione di patrimonio Unesco, ci fu un exploit con circa centomila pellegrini che si avventurarono sul percorso. Un boom favorito anche da un altro elemento: il 1993 fu proclamato Anno Santo. E l’obiettivo è quello di ottenere lo stesso riconoscimento per la Francigena nel 2025, non un anno a caso, ma quello del prossimo Giubileo. A guidare il percorso verso il riconoscimento Unesco sarà proprio la Toscana, nominata capofila nel vertice che vedeva coinvolte anche le altre regioni interessate dal cammino (Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia e Lazio).

La sottoscrizione del protocollo per ottenere il titolo di Patrimonio dell’Umanità è satta accolta con soddisfazione ad Altopascio, visto le potenzialità offerte dalla Via Francigena in chiave turistica, internazionale e interna: tornando all’esempio di Santiago i pellegrini italiani sono tra i più numerosi, secondi dietro solo agli spagnoli, su cui si snoda la maggior parte del percorso, ma davanti pure a francesi e portoghesi, le cui nazioni sono attraversate dal cammino. Una grande sfida, un obiettivo ambizioso e bellissimo.

«In questo percorso che vede la Toscana capofila del progetto ci siamo anche noi, come Altopascio con la nostra storia e il nostro patrimonio, fatto di accoglienza, condivisione, storia e capacità di conservare, valorizzare e attualizzare tutto quello che abbiamo ereditato – commenta il sindaco Sara D’Ambrosio – crediamo moltissimo in questo percorso e anche noi come amministrazione comunale abbiamo lavorato negli anni passati per arrivare a questo risultato all’interno dell’ufficio di presidenza dell’Associazione europea Vie Francigene, l’organismo che svolge un ruolo di coordinamento e propulsione tra gli interlocutori del progetto di valorizzazione dell’itinerario e che conta ben 206 soci, tra comuni, regioni, province: oggi non solo la Francigena si candida a diventare patrimonio Unesco, ma la Toscana è punto di riferimento di questo percorso. Al centro di tutto, poi, sempre loro, i Pellegrini, che rendono la Francigena un luogo vivo e pulsante, naturale patrimonio dell’umanità e che saranno protagonisti anche del Giubileo 2025».  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web