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Autovelox sulla Morianese: cittadino “becca” 19 multe e scrive al presidente della Provincia

Autovelox sulla Morianese: cittadino “becca” 19 multe e scrive al presidente della Provincia

L’importo totale oscilla tra i 700 e gli 800 euro, importo ovviamente da pagare entro 5 giorni dalla notifica per non incorrere in un aumento. La notifica oltretutto è avvenuta circa un mese e mezzo dopo il verificarsi dell’infrazione, in modo che io non ne fossi a conoscenza e continuassi a percorrere quella strada per andare al lavoro e ritornare a casa ogni giorno della settimana

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LUCCA. L’autovelox sulla via Morianese continua a far discutere. Ce n’eravamo occupati qualche giorno fa perché ignoti vandali lo avevano messo ko, troncando il palo che sosteneva il dispositivo.

Che la “macchinetta” non fosse particolarmente amata da alcuni residenti lo si era capito da quell’episodio, anche se occorre precisare che tanti cittadini, in precedenza, l’avevano reclamata proprio per indurre gli automobilisti a rispettare i limiti di velocità, soprattutto quando attraversano il centro abitato. Il dispositivo è entrato in funzione il 14 marzo e da allora le sanzioni sono piovute a grappoli. Lo conferma quanto accaduto a Karim Jemi, automobilista che ha scritto al presidente della Provincia Luca Menesini per renderlo partecipe della sua disavventura. «Caro presidente, mi sono state notificate la bellezza di 19 multe, alcune elevate lo stesso giorno, per eccessi di velocità (51 km/h, 53 Km/h, ecc) dai tutor installati sulla via Morianese. L’importo totale oscilla tra i 700 e gli 800 euro, importo ovviamente da pagare entro 5 giorni dalla notifica per non incorrere in un aumento. La notifica oltretutto è avvenuta circa un mese e mezzo dopo il verificarsi dell’infrazione, in modo che io non ne fossi a conoscenza e continuassi a percorrere quella strada per andare al lavoro e ritornare a casa ogni giorno della settimana. Dopo tutto questo mi è stato comunicato che non avrei potuto dilazionare in più rate l’importo totale trattandosi di singoli verbali. Detto ciò – prosegue Jemi – mi spieghi lei come può fare una persona monoreddito a pagare cifre simili notificate con un ritardo del genere, in un contesto economico già difficile di suo? Lei è al corrente della problematica ma fino a oggi niente è stato fatto dall’amministrazione provinciale per venire incontro agli automobilisti che percorrono quel tratto per andare al lavoro ogni giorno e che hanno ricevuto multe per un eccesso irrisorio, alle volte anche di soli 2 km/h in più».

Giusto ieri (e non è un caso) la Provincia è tornata sull’argomento spiegando che l’odiato tutor rimarrà al suo posto ma verrà rivalutato il sistema di monitoraggio della velocità, fermo restando che sulla strada vige il limite di 50 km/h. Si valuterà anche l’utilizzo a intermittenza dell’impianto, in modo da tararlo chirurgicamente sui flussi di traffico.

Una decisione assunta dal presidente della Provincia Luca Menesini per continuare a garantire la sicurezza su quell’arteria che in passato è stata luogo di tragedie, e allo stesso tempo evitare che i cittadini e i residenti possano essere messi in difficoltà, visto che l’obiettivo del tutor è quello di proteggere le persone e non di penalizzarle. La Provincia, inoltre, sta già lavorando alla possibilità di rateizzare le sanzioni ai cittadini in difficoltà.

«Il punto centrale dell’installazione di questo tutor – spiega il presidente Luca Menesini – è quello della sicurezza. È stato richiesto a seguito di tragedie ed evitare tragedie sulla strada resta per noi un punto fermo. Detto questo, noi non vogliamo né fare cassa, né mettere in difficoltà le persone».

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