Finanza
Tangenziale, continuano gli scavi archeologici ma il comitato scrive a Giani
Anas sta facendo i saggi ad Antraccoli. Non senza problemi
LUCCA. Non si fermano gli scavi di Anas per realizzare saggi archeologici lungo il percorso degli assi viari. I cantieri si muovono da nord a sud e, dopo la zona di San Pietro a Vico e San Cassiano a Vico, sono arrivati ad Antraccoli, non troppo distanti dall’ospedale San Luca. Anche in questa zona ci sono stati alcuni problemi con i proprietari, ma in misura minore rispetto a quanto avvenuto qualche mese fa.
Il procedere degli scavi, però, mette in allerta il comitato Altrestrade, che ha in mente tutta una serie di azioni. Innanzitutto partirà una lettera al ministero delle Infrastrutture per poter consultare le autorizzazioni in forza delle quali Anas conduce la sua campagna: «Al momento infatti – spiegano dal comitato – nessuno ci ha fatto vedere niente». E potrebbero comunque arrivare anche denunce da parte dei proprietari dei terreni.
Proprio oggi, poi, partirà una lettera indirizzata al presidente della Regione Eugenio Giani, con la quale si chiede un impegno politico ben preciso.
«Il presidente – spiega il comitato – è particolarmente attento all’impatto ed alla sicurezza ambientale. Questo è quello che traspare dalle recenti dichiarazioni in merito all’ipotesi del Governo di ormeggiare un rigassificatore nel porto di Piombino. Il Presidente, giustamente, ha voluto rassicurare i cittadini della città costiera dichiarando che firmerà solo se avrà addirittura la doppia Via (valutazione di impatto ambientale) e garanzie di sicurezza ambientale. Ci aspettiamo che il Presidente dimostri coerenza anche in seno alla Conferenza di servizi sul progetto definitivo della Tangenziale est di Lucca; progetto Anas che presenta una lunga serie di problematiche di impatto ambientale, dimostrate dalla lunga serie di prescrizioni avanzate da tutti gli enti coinvolti a seguito dell’inchiesta pubblica, che in un paese prudente ed avveduto dovrebbero portare alla sua bocciatura».
La conferenza dei servizi, in corso, riprenderà in autunno dopo la fine della campagna di scavi, prorogata al 30 luglio.
«Anche nel caso di Lucca – conclude il comitato – sarà necessario puntare i piedi e chiedere a gran voce lo stralcio integrale del progetto, visto che la Tangenziale progettata da Anas inquinerà in modo irreversibile la falda acquifera provinciale, portando addirittura alla tombatura dei pozzi privati delle abitazioni; soluzione avanzata dal progettista per evitare che le famiglie utilizzino acqua inquinata dagli idrocarburi rilasciati sul manto stradale dai mezzi in transito. Questo oltre alla distruzione degli ecosistemi e del reticolo idraulico a servizio della parte est a confine dei comuni di Lucca e Capannori, al passaggio ravvicinato nei pressi delle abitazioni e delle corti al confine sud, nonché alla distruzione dei boschi nella zona dei "Bassi" di Antraccoli e dell’area dei Laghi di Lammari, al frazionamento insensato delle particelle coltivate con ingenti danni anche alle molte aziende agricole che resistono nella Piana di Lucca. Ci ricorderemo di queste dichiarazioni e le confronteremo, a tempo debito, perché non vengano usati due pesi e due misure nel governo del territorio regionale. Tutti i territori hanno pari dignità e tutto il territorio merita rispetto e tutela».
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