Il Tirreno

Lucca

Festa per i 40 anni del Club Balestrero con l’inaugurazione della nuova sede

Luigi Spinosi
Festa per i 40 anni del Club Balestrero con l’inaugurazione della nuova sede

Lo spazio vuole diventare un riferimento per gli appassionati di automobilismo storico

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LUCCA. Sono storia, sono cultura, sono memoria, sono anche – a saperli valorizzare – una potenziale risorsa da leggere in chiave turistica. Stiamo parlando dei motori che, nessuno si senta offeso, per Lucca hanno un significato paragonabile a quello dei suoi monumenti, che si parli di Mura o di Puccini. Per cercare di proteggere e valorizzare quella memoria a Lucca è attiva una delle associazioni più importanti nel campo del motorismo storico, ossia il Club Balestrero veicoli d’epoca, club federato Asi (Automotoclub storico italiano), che si prepara a festeggiare il suo 40° anno di attività. E lo fa con grandi novità, particolarmente importanti per una realtà come la nostra dove la passione per i motori è più forte che altrove.

Questo perché il legame tra Lucca e il mondo dell’automobilismo, è antico, più antico delle auto stesse, visto che furono due lucchesi, Eugenio Barsanti e Felice Matteucci, a inventare quel motore a scoppio che poi qualcuno (Karl Benz per la precisione) ebbe l’idea di abbinare a delle ruote, creando l’automobile. Insomma, quell’invenzione che è stata letteralmente rivoluzionaria, visto il suo impatto sulla società, è partita da Lucca.

È un patrimonio, fatto di idee, manifestazioni e, soprattutto, persone, fortissimo. Di quel patrimonio fanno parte competizioni che hanno fatto la storia dell’automobilismo, sin dagli anni Venti, con la Massarosa-Lucca per arrivare, passando da una miriade di competizioni (tra le più spettacolari il Circuito di Lucca disputato dal 1935 al 1938) ai giorni nostri, con la prima prova del Campionato Italiano Rally che si disputa proprio tra la Mediavalle e la Garfagnana. E poi le idee: quanti sanno che la prima auto elettrica italiana – per opera del Conte Giuseppe Carli di Castelnuovo – fu creata in Garfagnana nel 1891? O che nel 1902 fu realizzato a Lucca un modello di auto (la 8 cavalli Minutoli-Millo) all’avanguardia per i tempi? Ma il nostro territorio è stato anche terra di crescita di grandi piloti, a partire proprio da Renato Balestrero. Una tradizione che non si è mai interrotta, come dimostra il gran numero di piloti di livello nel mondo rally (a partire dal pluricampione italiano Paolo Andreucci), e con grandi prospettive future, come quella rappresentata dal giovane Riccardo Pera nel mondo dell’Endurance. Senza dimenticare che proprio a Lucca è cresciuto un certo Mario Andretti.

Anche solo grattando la superficie della storia emerge un passato tutto da scoprire, proteggere e far conoscere. E in questo senso il Club Balestrero rappresenta una sorta di faro non solo per la Lucchesia.

Il due luglio saranno festeggiati i quaranta anni di attività, ricorrenza che coinciderà con l’inaugurazione ufficiale della sede di via Savonarola. Uno spazio come ci anticipa Renzo Cardini, presidente del club, nonché da moltissimi anni consigliere federale dell’Asi nazionale, interamente acquisito dal Club. E avere una sede di proprietà rappresenta un caso più unico che raro nel panorama dei circa 270 club Asi sparsi in Italia. E non si tratta solo di un aspetto formale, e nemmeno dell’orgoglio – comprensibile – di essere riusciti a raggiungere quello scopo senza fare debiti o ricorrere a prestiti, ma solo con le proprie forze. No, l’avere una sede di proprietà costituisce una garanzia importante di continuità, dando la certezza che esiste un punto di riferimento anche fisico per gli appassionati, e che non corre il rischio di andare disperso il patrimonio testimoniale, fatto di documenti, fotografie, trofei, e tutto quanto racconta la storia dell’automobile a Lucca (che poi vuol dire anche raccontare un pezzetto importante della storia della società). Un patrimonio che adesso si è arricchito anche di un’importante collezione, quella messa a disposizione da Guido Balestrero, il figlio del grande Renato cui è dedicato il club. Un patrimonio fatto di coppe, documenti e tutto quanto è legato all’avventura sportiva del pilota. E lo stesso Guido, oggi 95enne, sarà a Lucca il 2 luglio per prendere parte alla festa che rappresenterà anche una sorta di inaugurazione per la sede finalmente di proprietà.

Già, la sede. Uno spazio perfetto per lo scopo cui è destinata. Un ampio piazzale per accogliere manifestazioni (e lo si è visto venerdì quando ha ospitato molte bellezze d’epoca per alcune riprese) e un altrettanto ampio spazio coperto per ogni tipo di manifestazione. Poi la segreteria, per le attività delle diverse sezioni del club: non solo auto d’epoca, ma anche moto, trattori, mezzi militari, perché la storia, la nostra storia, è passata anche da lì. Poi, al piano superiore, circondati sempre da tante foto splendide, la sala convegni, e una biblioteca con sala lettura.

Insomma, Lucca adesso può contare su un importante spazio della memoria e, soprattutto, su uno spazio vivo.


 

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