Il Tirreno

Lucca

La maturità post Covid convince gli studenti lucchesi

Michele Masotti
La maturità post Covid convince gli studenti lucchesi

C’è chi ha raccontato la sua esperienza nella pandemia e chi ha scelto l’analisi del testo: Pascoli e Verga alla pari

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LUCCA. Dopo due anni in una versione “light” a causa della pandemia, l’esame di maturità edizione 2022 ha proposto una formula che assomiglia molto a quella canonica. Le sette tracce ministeriali della prima prova sono state accolte con soddisfazioni e ritenute fattibili dagli studenti lucchesi, alcuni dei quali hanno finito consegnato il tema in anticipo rispetto al limite fissato delle 14.30. Un primo round dell’esame di stato giudicato positivamente dagli alunni, in attesa poi delle valutazioni delle rispettive commissioni.

Mirko Pellegrini, studente della 5ª informatica del Fermi, ha optato per la traccia artistic-letteraria di tipologia B, incentrata sul libro di Oliver Sacks “Musicofilia”. «Sono stato affascinato dalla musica sin da piccolo – spiega Pellegrini –. La traccia mi sembrava alla portata. Per la seconda prova, alla quale ci siamo già preparati in classe con qualche simulazione, sono molto tranquillo. Saranno giorni che porterò sempre con me». La compagna di classe Irene Lipparelli ha ripiegato sulla traccia di natura tecnico-scientifica incentrata sul discorso alla Camera dei deputati del premio Nobel per la fisica 2021 Giorgio Parisi: «Sinceramente non è stata una scelta facile visto che altri argomenti erano meritevoli di essere affrontati – afferma Lipparelli–. Ho evitato il tema sulle leggi razziali perchè volevo evitare che venisse collegato in qualche maniera alla politica».

La prima prova è stata l'occasione di mettere per scritto l'esperienza vissuta durante la pandemia, come nel caso di Aurora Voltolina, studentessa della 5ª sistemi informatici del Carrara. «Ho scelto la traccia relativa agli effetti del Covid, avendolo vissuto in prima linea da volontaria in ambulanza della Croce Verde – dichiara Voltolina –: è stato toccante poter raccontare la mia esperienza e le sensazioni provate in quei momenti complicati per l'intera umanità». Karim Chourabi (5ªRB) ha approfondito il tema di un mondo sempre più virtuale, che nasconde una doppia faccia. «L'universo digitale offre delle risorse ma può trovarsi, se usato male, in un'arma pericolosa – analizza Chourabi –. Specialmente le offese possono portare i soggetti più sensibili a compiere gesti estremi o come nel caso della maestra d'asilo di Torino essere ricattati con un video privato dal proprio ex». Dopo una riflessione ponderata, Filippo Bachi (5ªRB) ha virato sull'analisi del brano, tratto dalla novella Nedda, di Giovanni Verga. «Ho impiegato un'ora per analizzare le tracce e disegnare uno schema – spiega Bachi –. Posso ritenermi soddisfatto. Da un lato è bello fare una maturità semi normale, dall'altro sarebbe stato giusto averne fatta una simile a quella degli ultimi due anni visto che nel triennio siamo stati penalizzati dall'emergenza sanitaria».

Nella 5ªD dell'indirizzo linguistico del Vallisneri, ad andare per la maggiore è stata l'analisi del testo. «Mi ispirava anche Liliana Segre, ma alla fine ho scelto Verga dato che l'avevo studiato bene – racconta Giulia Carafa –. Concordo sulla decisione di avere una commissione formata per lo più da membri interni». La compagna di classe Margherita Bortoli, invece, ha optato per la lirica “La via ferrata” della raccolta Myricae di Pascoli. «Si tratta di un autore che conosco meglio rispetto a Verga – dice Bortoli – Vedremo domani (oggi per chi legge, ndr) come andrà la prova di inglese». Anche Amalia Paschoulas ha optato per il poeta barghigiano d'adozione. «Era il testo che più si addiceva alle mie peculiarità e che potevo integrare con più considerazioni – spiega –. Per me l'esame di maturità ha poco senso: si dovrebbe guardare di più al rendimento dei cinque anni». Per Matilde Pasquinelli, anche lei della 5ÁD, la notte prima degli esami è stata serena. «Questa mattina l'attesa era snervante anche perchè ci hanno consegnato le tracce in ritardo – racconta –. All'orale, che darò per prima , avrei preferito che si potesse partire da un proprio argomento».l
 

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