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Velocità, polemiche per il "tutor" sulla Morianese

Proteste per il rilevatore installato a marzo dalla Provincia: «Sorveglia una strada in mezzo ai campi e ignora la zona più densamente abitata»


21 giugno 2022


LUCCA. Contrastare l’alta velocità è giusto, ma ancor più giusto è muoversi con criterio. Un criterio che a detta di molti manca nel caso della via provinciale Morianese, dove un occhio elettronico implacabile veglia su un tratto di strada circondato da campi, e non lo fa sulla zona più densamente abitata, con tanto di scuola, dove indurre ad alzare il piede dall’acceleratore sarebbe più opportuno.

Nel mirino il sistema di controllo della velocità tutor installato dalla Provincia a marzo. Una risposta alle proteste dei residenti, che lamentavano gli eccessi di velocità su quella strada. Non potendo mettere i dossi, in quanto strada provinciale, la soluzione adottata fu quella dell’occhio elettronico. Solo che quell’occhio, a detta di molti, guarda dalla parte sbagliata, appunto il tratto di via Morianese su cui non insistono abitazioni. Lì c’è comunque un limite di 50 all’ora, certo, un limite da rispettare, ma che è facile violare in perfetta buona fede, vista la morfologia della strada. Così, causa il sistema di rilevamento attivo 24 ore su 24, le multe piovono a raffica, anche per “sforamenti” davvero minimi che sono quasi fisiologici. Mentre davvero dove ve ne sarebbe più bisogno chi ha il piede pesante può tranquillamente pestare con ottime probabilità di farla franca. Una situazione che sta sollevando parecchie proteste, e inviti a modificare il sistema, rendendolo più aderente alla realtà.

Uno di questi inviti è contenuto nella lettera che un residente ha protocollato in prefettura, per chiedere un intervento del prefetto.

«Provenendo da Lucca – sottolinea il residente – vi è un primo tratto di circa 1,8 chilometri, con edificazione discontinua, curve aperte dove non vi è alcun limite di velocità. Poi la strada continua con un breve tratto soggetto al solo limite di 50 km orari. Proseguendo inizia il percorso stradale soggetto a controllo medio di velocità: la tratta interessata ha una lunghezza approssimativa inferiore al chilometro. Oltre tre quarti del percorso sono posti in aperta campagna in un tratto di strada con ampia carreggiata, curve totalmente aperte, senza alcun edificio prospiciente. Solo l’ultima parte, 150/170 metri, attraversa il centro abitato. Da quest’ ultimo misuratore di velocità si prosegue, sempre con il limite di 50 sino all’innesto con la variante, attraversando zone intensamente edificate con una scuola e improvvisi restringimenti. Ai fini della sicurezza, invece di monitorare una zona disabitata, sarebbe più logico, sensato e soprattutto utile, spostare il controllo del tutor più avanti nel lungo tratto densamente abitato, includendo quantomeno la scuola elementare».

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