Attenzione
Addio al cantore di Puccini
Scomparso a 74 anni Oriano De Ranieri giornalista di razza e biografo del Maestro. Professionista dal 1979 aveva lavorato all’Avvenire e per oltre 20 anni alla Nazione
LUCCA. Colto, cordiale, competente, gentile. Oriano De Ranieri, giornalista di razza, che con metodo e rigore ha descritto per più di vent’anni gli avvenimenti della nostra città, se ne è andato in punta di piedi nella tarda mattinata di ieri all’ospedale San Luca dove era ricoverato da qualche giorno per accertamenti forse dovuti ai suoi problemi di diabete. Era nato 74 anni fa e abitava a Santa Maria del Giudice, profondamente orgoglioso delle sue radici. Con quella sigaretta sempre accesa tra le dita, gli occhiali scuri dalle lenti spesse e la proverbiale educazione è stato per anni un punto di riferimento per chi iniziava il mestiere e a tutti, specie ai neofiti, regalava una buona parola, un sorriso, un incoraggiamento. É stato il trait d’union tra il giornalismo con la macchina da scrivere e quello con il computer. La sua improvvisa scomparsa lascia tutti un po’ più poveri e soli.
La carriera Giornalista professionista dal 1979 era andato in pensione nel 2007, ma di fatto non aveva mai interrotto la sua collaborazione con il quotidiano fiorentino inviando, sino a non più tardi di dieci-quindici giorni fa, articoli inerenti al territorio, alla cultura o alla religione. Oriano De Ranieri si era laureato nel 1976 in Lettere all’università di Pisa con una tesi su un periodico del Settecento, stampato a Lucca, e alla fine degli anni Novanta aveva ottenuto la laurea in Scienze Religiose a Pisa all’Istituto Superiore “Beato Niccolò Stenone”, collegato con la Facoltà Teologica dell’Italia centrale a Firenze. Il giornalismo lo aveva sempre appassionato. Era entrato come redattore a Milano e in altre città (Pompei, Firenze, Prato e Bologna) come redattore e critico di eventi musicali ed esperto di lirica al quotidiano cattolico “Avvenire” e per lungo tempo aveva ricoperto l’incarico di vicecaposervizio della cronaca di Lucca de “La Nazione”.
La passione Sconfinato il suo grande amore per la vita e le opere di Giacomo Puccini. Per il «maestro» aveva una sorta di venerazione che l’ha portato a scrivere numerosi testi: «Giacomo Puccini, luoghi e sentimenti» (2004, 2007 edizione ampliata), «Puccini e le donne, la famiglia, gli amori, la musica» entrambi pubblicati dalle Edizioni Polistampa di Firenze e infine, ultima sua fatica, «La religiosità in Puccini, la fede nelle opere del Maestro» dove si raccontano tanti episodi inediti e si analizzano le dodici opere pucciniane per cogliervi aspetti di fede. Lascia un a sorella a cui era profondamente legato e tanti amici che gli volevano bene. In queste ore saranno fissati i funerali. Addio Oriano, testimone dei nostri anni.
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