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Pardini staccato ma non molla: «Siamo ancora in partita»

Pardini staccato ma non molla: «Siamo ancora in partita»

Saliscendi di emozioni al comitato elettorale di Borgo Giannotti

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LUCCA. «Siamo in partita, vediamo quel che succederà tra 15 giorni. Ai cittadini di Lucca dico che se vogliono un cambio netto rispetto agli ultimi anni è a noi che devono guardare». Mario Pardini si gioca la carta della discontinuità per tenere aperta la partita elettorale al ballottaggio. Lo dice quando lo spoglio delle schede è ancora in corso ma le distanze sembrano ormai consolidate: 43 a 33 per il centrosinistra e dieci punti da recuperare. Saranno decisivi alleanze e apparentamenti: Fabio Barsanti, Umberto Versonesi e Andrea Colombini i candidati. «Ci siederemo al tavolo con chi condivide la nostra visione di città – dice Pardini –. Inutile fare un nome piuttosto che un altro. Il vero dato è l’astensionismo: chiunque vinca dovrà farci i conti».

In Borgo Giannotti, dove c’è il quartier generale di Mario Pardini, la giornata elettorale è lunga e faticosa. In partenza le aspettative sono basse, un po’ perché la scarsa affluenza dovrebbe penalizzare soprattutto il centrodestra, un po’ perché i dati iniziali non sono buoni. Verso le 16 i primi scrutini danno Raspini tra il 44% e Barsanti attorno al 10. Lo schieramento di Pardini (che raggruppa Forza Italia-Udc, Lega, Fratelli d’Italia e due liste civiche) è fermo al 32% e soprattutto è distanziato di oltre dieci punti dal candidato del centro sinistra. Lo scoramento non manca e ben traspare dalle prime interviste rilasciate dal 48enne imprenditore sempre disponibile.

«C’abbiamo provato – risponde tiepido alle prime interviste dei giornalisti – abbiamo fatto una campagna elettorale in due mesi e abbiamo cercato di fare il possibile. Aspettiamo di avere più dati». Quando Raspini raggiunge il 45% per un attimo si teme che il ballottaggio possa sfuggire. Ma non è così. Man mano che i numeri arrivano il divario si assottiglia ma subito si riallarga, in un saliscendi di emozioni e stati di animo che coinvolge i sostenitori (una trentina) presenti in Borgo Giannotti, attaccati a cellulari e tv. A un certo punto, dalla stanza in cui Pardini è chiuso con i suoi più stretti collaboratori per raccogliere dati freschi dai seggi, si sente un boato come quando durante le partite di calcio una squadra segna. Mario esce improvvisamente rianimato: «Stiamo recuperando – dice –. Nella sezione 3 (Fillungo) abbiamo fatto meglio delle passate elezioni: noi 151 voti e Raspini 160. In pratica abbiamo recuperato 25 voti rispetto al 2017 e loro ne hanno persi una quindicina. Ora si comincia a ragionare. Se riusciamo a contenere il divario nei sei punti al ballottaggio ce la possiamo fare. Certo speravamo di stare solo 3-4 punti indietro, ma il l’obiettivo realistico era rimanere entro i sei». «Stiamo calmi – gli dice qualcuno da dietro – ancora è presto». «Di certo Raspini tra quindici giorni prende gli stessi voti di oggi, non uno in più. Accordi con Veronesi? Se fa l’accordo con lui ne prende anche meno», chiosa un altro.

Intanto in Borgo Giannotti è un via vai di esponenti di partito, sostenitori e candidati. Passano il senatore Massimo Mallegni, meno sorridente del solito vista la performance di Forza Italia (attorno il 3%), il deputato leghista Guglielmo Picchi anche lui un po’ abbacchiato (il Carroccio si attesta al 6% senza considerare la debacle referendaria) e il consigliere regionale di FdI (12%) Vittorio Fantozzi che invece è soddisfatto: «Siamo il primo partito della coalizione – dice – mi sembra un ottimo risultato. Come centrodestra dovevamo muoverci prima per scegliere candidati e programmi, se lo facciamo all’ultimo forse non scaldiamo troppo i cuori. In ogni caso Mario ha fatto una bella rimonta, lo testimonia il fatto che nel Pd c’era qualcuno che pensava di chiudere la partita al primo turno».

Alle 19 sulla tv del comitato si materializza Francesco Raspini e il primo a precipitarsi davanti allo schermo è proprio Pardini. «Dov’è il telecomando? Alzate il volume», dice. Ascolta in silenzio e con aria meditabonda le parole dell’avversario, facendo spallucce quando Raspini giudica inverosimile l’apparentamento di Veronesi con un centrodestra già alleato con Barsanti. Continua lo spoglio dei voti e i risultati poco a poco si consolidano. A far sorridere Pardini il buon risultato di Lucca 2032 (vicina al 10%) e l’alto numero di preferenze personali ottenute come sindaco. l

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