Toscana
I furbetti del carburante pizzicati dalla Finanza
Sanzione di mille euro ai gestori di due pompe a Lucca e Viareggio. I controlli proseguono per tutta l’estate
LUCCA Applicavano ai clienti un prezzo del carburante più alto di quello dichiarato al ministero dello Sviluppo economico (Mise) violando così la normativa sulla trasparenza. Due gestori di pompe di benzina – uno collocato nella periferia di Lucca, l’altro a Viareggio – sono stati sanzionati dai militari del comando provinciale della Guardia di Finanza a seguito di una mirata attività di analisi avviata ad aprile per contrastare le pratiche commerciali scorrette e vigilare sulla disciplina dei prezzi a tutela del consumatore. Ai due gestori delle stazioni servizio è stata applicata una sanzione amministrativa di 1.032 euro ciascuna in sede di eventuale oblazione poiché la multa va da 516 a 3.098 euro. L’autorità competente a comminare le sanzioni è il sindaco al quale potranno essere presentati nei termini prescritti memorie difensivi e altri documenti.
I controlli L’indagine delle fiamme gialle si è concentrata su otto distributori stradali di prodotti petroliferi connotati da profili di rischio in ordine all’osservanza della normativa di settore. L’attività di polizia economico- finanziaria – originata sia dall’analisi di rischio della componente speciale della Guardia di Finanza in materia di esposizione e pubblicazione dei prezzi dei carburanti sia dalla valorizzazione degli elementi raccolti nel corso del controllo economico del territorio – si è concentrata sulla posizione di alcuni gestori di stazioni di servizio potenzialmente inadempienti circa le previste comunicazioni telematiche desumibili dall’Osservatorio prezzi carburanti. Gli accertamenti avvenuti ad aprile nei comuni di i Lucca, della Piana, di Viareggio, della Versilia e di Castelnuovo hanno consentito di rilevare che il 25% (2 su 8) dei distributori controllati sono risultati non in regola con le comunicazioni riguardanti l’Osservaprezzi carburanti del ministero dello sviluppo Economico.
Dov’è la trasparenza? L’obiettivo della normativa è quello di garantire la massima trasparenza possibile nel mercato dei carburanti con un occhio di riguardo alla tutela dei consumatori. Ma dagli accertamenti svolti dai finanzieri nei confronti dei due gestori delle stazioni di servizio è emerso che non c’era corrispondenza tra il prezzo pubblicizzato e quello alla pompa. E nei casi incriminati il costo indicato non era lo stesso impostato nell’erogatore, sulla cartellonistica stradale e all’interno delle stazioni di rifornimento. E comunque le due stazioni di servizio non avevano comunicato al Mise la variazione di aumento rispetto all’ultimo prezzo. In quel modo viene meno la trasparenza verso i consumatori che hanno l’obbligo di sapere anche le variazioni in diminuzione dal momento che le oscillazioni di prezzo sono generalmente frequenti. I controlli delle fiamme gialle continueranno, attraverso appositi alert, anche nei prossimi mesi estivi e e del perdurare della situazione di incertezza (causa guerra) sui mercati di approvvigionamento delle risorse energetiche. l
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