Lutto
«Ampliare il pronto soccorso» Raspini, le priorità per la sanità
Il candidato di centrosinistra: «Serviranno altri operatori sociosanitari»
LUCCA. Un ruolo da “protagonista esigente” per il sindaco del comune capoluogo che dovrà essere attore della programmazione e indirizzare le scelte sanitarie del territorio grazie a una costante politica di ascolto rivolta ai cittadini, ai rappresentanti della comunità, agli operatori socio-sanitari. È il filo conduttore dell’approccio alla salute e alla sanità pubblica proposto da Francesco Raspini, candidato sindaco del centrosinistra per le elezioni comunali del 12 giugno.
«La salute intesa come bene comune e pubblico è al centro del nostro programma – dice Raspini –. Per noi è il tema trasversale in tutte le politiche e in tutte le scelte che l’amministrazione comunale dovrà affrontare: ogni settore deve avere come fine ultimo la salute e il benessere del cittadino».
Tre le priorità individuate nel programma di Raspini. Primo: potenziamento dei servizi socio-sanitari territoriali tramite interventi strutturali su Campo di Marte (a partire dagli edifici A e C) che resterà sempre a destinazione socio-sanitaria e diventerà sede della Casa di Comunità. Secondo: ampliamento strutturale del pronto soccorso del San Luca, necessario per migliorare l’accoglienza dei pazienti e l’organizzazione del lavoro degli operatori sanitari. Servirà un adeguamento del personale sanitario della struttura, oggi fortemente in sofferenza. Terzo: potenziamento dei servizi specialistici, con l’impegno di riportare a Lucca l’ematologia con due medici e tre letti di day hospital.
«C’è forte carenza di operatori socio-sanitari, le condizioni di lavoro sono stressanti e il personale è molto demotivato – continua –. Il punto centrale è lavorare, a tutti i livelli, per garantire migliori condizioni di lavoro e di qualità di vita al personale sanitario. Cosi com’è importante valorizzare il lavoro dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta che rappresentano il primo contatto con il sistema sanitario dei cittadini: istituiremo un confronto periodico e costante con loro e con l’ordine dei medici».
Sulla terza età, Raspini ritiene «centrale il tema dell’invecchiamento della popolazione e di quello che comporta in termini assistenziali. Vanno promosse il più possibile le cure domiciliari. La casa deve essere il primo luogo di cura, anche individuando nuove forme dell’abitare come il co-housing e l’abitazione condivisa. È fondamentale è il contributo che può dare il terzo settore. Le residenze sanitarie assistite devono rappresentare l’estrema ratio nel progetto assistenziale per gli anziani». Infine le liste d’attesa. «È questo è il principale motivo di insoddisfazione dei cittadini – conclude –. Il sindaco può rivendicare il suo ruolo su questo argomento, facendo rispettare i termini di garanzia ai residenti un numero di prestazioni adeguate ai bisogni dei cittadini del territorio».
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