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Lucca

Il ministro Giorgetti vota Pardini: «È la persona giusta per Lucca»

Gianni Parrini
Il ministro Giorgetti vota Pardini: «È la persona giusta per Lucca»

Il responsabile delle Sviluppo economico a palazzo Bernardini sede di Confindustria

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LUCCA. Arrivano insieme a passo spedito ed entrano a palazzo Bernardini, sede della Confindustria lucchese. Mario Pardini, candidato sindaco del centrodestra ha il sorriso stampato in faccia: un misto di orgoglio e soddisfazione per la visita del ministro leghista Giancarlo Giorgetti, titolare del dicastero dello Sviluppo economico, venuto a portargli il suo sostegno nella contesa per la scelta del sindaco di Lucca. «Conosco Mario da qualche tempo – dice Giorgetti –, mi suscitò subito simpatia umana. Mi sembra la persona giusta, “fresca” e capace, in grado di portare brio in questa città così bella e importante». Un endorsement coi fiocchi che Pardini accoglie con piacere. Il ministro Giorgetti interviene di fronte alla platea degli imprenditori lucchesi toccando questioni di stretta attualità. «L’industria manifatturiera è la colonna vertebrale del nostro sistema – spiega Giorgetti –. Se questo è vero significa che in un momento come questo dobbiamo difenderla. L’industria necessità di energia ed è messa seriamente in difficoltà dalla situazione attuale. Si dice che il costo dell’energia dipenda dalla guerra tra Russia e Ucraina, ma la salita dei prezzi è iniziata prima del conflitto e non finirà con esso. Abbiamo deciso di avviare un percorso ambientale che implica la sostituzione delle risorse energetiche. Ok, ma quello che deve fare il politico è non cedere a richiami filosofici e valutare in concreto quello che si può fare senza mettere in discussione le basi economiche e sociali del sistema. La trasformazione energetica va benissimo ma deve essere spostata con la sostenibilità. Siamo chiamati a fare scelte impegnative e coraggiose, ma oggi paghiamo il fatto che quelle scelte non siano state fatte in passato. Vi voglio dire questo: in questo mondo di incertezze servono imprenditori ottimisti e la cultura dell’impresa deve tornare a essere protagonista nel Paese».

Dopodiché prende la parola il candidato sindaco Mario Pardini che, non a caso, si sofferma sulla scarsa affluenza alle urne dei lucchesi nelle ultime comunali: «Dobbiamo far capire alle persone che non votare non è la soluzione ai problemi – dice –. La politica locale deve tornare a essere quella che rassicura i cittadini e li rende partecipi, deve essere una risposta ai bisogni. Occorre ripartire dai treni persi in passato: approfitto della presenza del ministro per chiedere che il Pnrr diventi il nuovo piano Marshall, uno strumento che ci consenta di portare avanti opere di cui Lucca ha bisogno».

In platea il primo a prendere la parola per interloquire col ministro è Tiziano Pieretti, vicepresidente di Confindustria con delega all’Energia, nonché presidente della sezione Carta e cartotecnica. «Le faccio i complimenti – dice –, mi occupo di energia e sostenibilità e da altri spesso sento fare una rappresentazione della realtà che è molto lontana da quello di cui le aziende hanno bisogno. La nostra risorsa non saranno le fonti rinnovabili, avremo bisogno del gas ancora per molti anni». Poi le questioni del comparto: «Gli scarti della lavorazione della carta – dice Pieretti – da anni sono un problema per questo distretto. Parlare di termovalorizzatori è impossibile in Toscana. E poi la viabilità: siamo un distretto efficace ma purtroppo ci vuole più tempo ad arrivare dall’autostrada allo stabilimento che a venire a Lucca da Milano».

Infine prende la parola Marcello Pera, ex presidente del Senato: «Questa non è solo una bella città della Toscana – dice rivolgendosi a Giorgetti –. Lucca è stata una Repubblica e ne porta la memoria anche nei tratti personali degli individui e dei cittadini. C’era orgoglio e una classe dirigente di primo livello che si confrontava con l’Europa. Mi appello ai lucchesi, invitandoli a riflettere sul loro futuro: se continuiamo così ci ridurremo a essere una città per turisti. Dobbiamo recuperare la consapevolezza del nostro ruolo». l


 

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