Gioco
In moto contro la violenza di genere:«I casi continuano a essere moltissimi»
Successo per l’iniziativa del centro Luna con il gruppo delle Centaure on the Road e i bikers dell’associazione Baca
capannori. Il rombo delle motociclette prende per mano il centro antiviolenza. No, non è un connubio bizzarro. Nel mondo dei bikers, la sensibilità verso la violenza di genere è un’attitudine consolidata che può diventare un sostegno prezioso.
Nel pomeriggio di ieri, domenica 8 maggio, in piazza Aldo Moro è andata in scena questa testimonianza, grazie all’iniziativa “Mettiti in moto con la Luna”, organizzata dal centro antiviolenza Luna, con sede principale in via di Tiglio a Lucca. Un motoraduno a cui hanno partecipato i gruppi delle Centaure on the Road e i motociclisti dell’associazione Baca (acronimo per bikers against child abuse, in italiano motociclisti contro gli abusi sui bambini). Un ’iniziativa, come spiegano Daniela Caselli, fondatrice e presidente del centro, e alcune operatrici, nata per rimarcare che mai va abbassata la guardia verso la violenza di genere e la necessità di sostenere, anche economicamente, una struttura come il centro antiviolenza che ogni giorno accoglie e assiste donne vittima di violenza: nei casi più gravi vengono accolte con i loro figli nelle case rifugio.
Un’emergenza che non si allenta: «I casi continuano ad essere moltissimi», spiega Daniela Caselli. Alcuni talmente gravi da poter sfociare in femminicidi, sventati grazie a una rete di cui fanno parte, insieme al centro, autorità, forze dell’ordine, strutture sanitarie.
L’iniziativa di ieri è nata da un contatto con le Centaure on the Road, gruppo nato a livello nazionale con una forte presenza in Toscana. Solo donne in motocicletta. Una di queste centaure è lucchese, si chiama Simona Piegaia. «Vado in moto da quando aveva quattordici anni – racconta Simona –. Faccio parte del gruppo delle Centaure, che ogni 25 novembre e 8 maggio organizza iniziative contro la violenza di genere. Ho contattato il centro Luna per proporre una manifestazione sul nostro territorio». «Il nostro – spiega Airin Superino, centaura follonichese, una delle responsabili – è un gruppo aperto di donne con la passione della moto. Anche attraverso la nostra attività abbiamo modo di conoscere donne in una condizione di sudditanza psicologica verso i propri mariti e compagni. Una condizione che può essere foriera di violenza. Anche verso una donna che ama le moto ci può essere il pregiudizio, che è figlio dell’ignoranza. Noi ci aiutiamo e diamo il nostro apporto a iniziative come questa».
Folto il gruppo dei Baca, associazione nata negli Usa 25 anni fa, in Italia da undici. Lavora a stretto contatto con i tribunali dei minori e la sua missione consiste nell’aiutare bimbi abusati a ritrovare fiducia in se stessi e nel mondo, a trovare nei bikers che si prendono cura di lui figure maschili positive. Il minore affiancato dai Baca, ciascuno in possesso di una formazione specifica, viene tenuto per mano, protetto, vengono create per lui occasioni di divertimento e gioia. I Baca supportano anche il centro Luna. Più sono, più possono aiutare: per contattare l’associazione andare sul sito https://italy.bacaworld.org/.
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